Attenzione
Tre rapine in un’ora e mezza: arrestato 20enne
I colpi in via Donnini, corso Amedeo e via Paoli: vittime tre donne. «L’ho fatto perché ero in astinenza da metadone»
Stefano Taglione
livorno. Avrebbe messo a segno tre rapine in un’ora e mezza: dalle 5.15 alle 6.45 di giovedì scorso. Nei confronti di altrettante donne in quel momento in giro da sole. La Squadra mobile della polizia di Stato ha arrestato un ventenne livornese, originario della Tunisia, accusandolo del reato di rapina aggravata. Ora si trova ai domiciliari con il braccialetto elettronico per «pericolo di fuga e reiterazione del reato».
GLI EPISODI
Il primo episodio è avvenuto nella panetteria “Le Sorgenti del pane” di via Donnini, alle 5.15. Qui, la madre della titolare Viola Ciucci, mentre era dietro al bancone a mettere a posto il pane è stata minacciata con un coltello («Tranquilla non succede niente, questa è una rapina») e ha consegnato, tirandoglieli addosso e per terra, gli unici spiccioli contenuti nel registratore di cassa del negozio. Poco dopo, verso le 5.50, a essere derubata fu una trentaseienne livornese, che stava per salire sull’autobus verso la stazione ferroviaria per andare al lavoro a Cecina, minacciata sempre con un coltello e derubata del cellulare e dei 20 euro appena prelevati al postamat di corso Amedeo, il luogo dove è avvenuta la rapina, proprio davanti allo sportello delle Poste italiane. Il terzo fatto contestato, alle 6.45, «in via Paoli, con una donna che veniva avvicinata e minacciata da un giovane, che le ha intimato di consegnargli il denaro per poi scappare su uno scooter», è la ricostruzione della questura.
SEQUESTRATI I VESTITI
«L’attività investigativa della Squadra mobile – spiega la polizia di Stato – ha consentito di acquisire gravi elementi indiziari a carico del ventenne». Gli inquirenti – coordinati dal sostituto procuratore Ezia Mancusi – durante una perquisizione nella sua abitazione, hanno inoltre sequestrato i vestiti indossati al momento delle rapine. Il giovane è stato accompagnato nel carcere delle Sughere e il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo. «Il fermato – è la ricostruzione della questura – ha ammesso di aver posto in essere le rapine, sostenendo di non essere violento e di aver avuto un problema di astinenza dal metadone (per questo motivo, per ragioni sanitarie, Il Tirreno omette di renderlo identificabile)». Dopodiché, su disposizione sempre del tribunale labronico, il ventenne è stato trasferito agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico per controllare i suoi spostamenti per evitare il pericolo di fuga e la reiterazione del reato. Fondamentale la collaborazione fra la Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura – con gli agenti che nel primo intervento hanno raccolto i primi indizi – e i colleghi della Squadra mobile, che hanno proseguito gli accertamenti fino ad arrivare a un quadro indiziario più definito.
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