Il Tirreno

Livorno

Tre rapine in un'ora e mezza, la polizia arresta un ventenne: "Ero in astinenza dal metadone"

I Falchi della Squadra mobile (foto d'archivio)
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I Falchi della Squadra mobile (foto d'archivio)

Livorno: il giovane secondo la Squadra mobile avrebbe ammesso le sue responsabilità. Ora si trova ai domiciliari col braccialetto elettronico

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LIVORNO. Avrebbe messo a segno tre rapine in un'ora e mezza, dalle 5.15 alle 6.45 di giovedì 16 dicembre. La Squadra mobile della polizia di Stato ha fermato e arrestatp un ventenne italiano, originario della Tunisia, accusandolo del reato di rapina aggravata. Ora si trova ai domiciliari col braccialetto elettronico.
GLI EPISODI
 
Il primo episodio è avvenuto nella panetteria "Le Sorgenti del Pane" di via Donnini, alle 5.15. Qui, la madre della titolare Viola Ciucci, mentre era dietro al bancone a mettere a posto il pane è stata minacciata con un coltello e ha consegnato, tirandoglieli addosso e per terra, gli unici spiccoli contenuti nel registratore di cassa del negozio. Poco dopo, verso le 5.50, a essere derubata fu una trentaseienne livornese, che stava per salire sull'autobus verso la stazione ferroviaria per andare al lavoro a Cecina, minacciata sempre con un coltello e derubata del cellulare e dei 20 euro appena prelevati al postamat di corso Amedeo, dove è avvenuta la rapina. Il terzo fatto contestato, alle 6.45, "in via Paoli, con una donna che veniva avvicinata e minacciata da un giovane, che le ha intomato di consegnargli il denaro per poi scappare su uno scooter", è la ricostruzione della questura.
 
SEQUESTRATI I VESTITI
 
"L'attività investigativa della Squadra mobile - spiega la polizia di Stato - ha consentito di acquisire gravi elementi indiziari a carico del ventenne". Gli inquirenti, durante una perquisizione nella sua abitazione, hanno inoltre sequestrato i vestiti indossati al momento delle rapine. Il giovane è stato accompagnato in carcere e il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo. "Il fermato - è la ricostruzione della questura - ha ammesso di aver posto in essere le rapine, sostenendo di non essere violento e di aver avuto un problema di astinenza dal metadone". Dopodiché, su disposizione sempre del tribunale, è stato trasferito agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico.

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