Il Tirreno

Livorno

«Questa è la scuola dell’obbligo Figli a casa? Errore clamoroso»

Lamberto Giannini;

«La scuola ha il dovere di educare alunni e genitori, anche duramente Non facciamoci prendere dalla paura, i ragazzi devono stare in classe» 

3 MINUTI DI LETTURA





Lamberto Giannini

Non mandare un figlio a scuola, quando si è in tanti, è possibile solo se c'è in atto una manifestazione seria di protesta. Se i genitori hanno le prove che la scuola ha gestito male la prevenzione Covid le dicano, altrimenti si ricordano che questa si chiama scuola dell’obbligo. Una delle poche cose positive del Covid è che ha fatto venire voglia a tutti di tornare a scuola, regalando un’occasione a noi insegnanti per non fare gli stessi errori del passato, e ai genitori per non cadere più nella trappola dell’ "intanto io metto al sicuro il mi' bimbo", e il resto si vedrà.

L’errore clamoroso del governo non è stato tanto l’acquisto dei famigerati banchi a rotelle, quanto piuttosto non creare le situazioni per garantire il diritto allo studio. Questa volta però, con la quarantena che scatta nel momento in cui ci sono tre positivi per classe, l’ha azzeccata.Ora bisogna lavorare nell'ottica di far ripartire la scuola, che non potrà mai essere a rischio zero. I genitori devono garantire ai propri figli il diritto di frequentare le lezioni in presenza sempre, qualunque cosa accada.

Già viviamo in un Paese in cui, al primo soffio di vento, per prima cosa si chiude la scuola. La pandemia, certo, è ancora in giro. Ma adesso che ci sono i vaccini, la situazione è anche più gestibile.Speriamo quindi di non tornare più in didattica a distanza.

Allo stesso tempo, anche il mondo l'informazione deve smetterla con l’infodemia: non è che se esci di casa c'è la gente in agguato che ti spara e ti uccide.

Dobbiamo tener conto del fatto che bambini e ragazzi subiscono questa pandemia, da un punto di vista emotivo e psicologico, molto peggio rispetto a noi adulti. Nostro compito è quello di ridurre questo danno, mentre i genitori che li tengono a casa stanno aggravando il deterioramento che i propri figli hanno già subìto.

Che poi io mi domando: ma quando li portano in giro in macchina, hanno tutte queste attenzioni nei loro confronti? Capace poi che il pomeriggio vanno a fare sport, dove – tra impianti e spogliatoi – la questione è di certo più complicata rispetto a quanto accade nella scuola.

Io sono molto spesso dalla parte dei genitori, ma questo è un errore clamoroso. Non si può stare a casa perché si ha paura, altrimenti se qualcuno gridasse che in strada ci sono i leoni, nessuno uscirebbe più.

Allo stesso modo, quando WhatsApp diventa uno strumento del contenzioso sindacale, allora è finita.

La scuola, fra i suoi doveri, ha quello di educare anche i genitori; talvolta anche in modo duro. Altrimenti non si riesce più a fare scuola, che è e rimane una cosa sacra; sempre. E, come ogni cosa sacra, è sacra in ogni momento: non si può decidere che a un tratto non lo è più.

Insegnante e pedagogista

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web