Gioco
«Quanta responsabilità per chi fa disinformazione contro vaccini e scienza»
Il presule va all’attacco sulle morti degli operai e sul rischio occupazione per l’ex Continental e per la raffineria Eni
livorno. «Mi domando se chi diffonde disinformazione e panzane sui vaccini se ne sente addosso la responsabilità». Il vescovo Simone Giusti inizia così la “messa degli auguri”, nella chiesa di Sant'Andrea, davanti a un inconsueto mix di esponenti delle istituzioni (a cominciare dal prefetto Paolo D'Attilio), vertici militari, un arcipelago di volontari e parecchie persone che sbarcano in lunario nella trincea dei povericristi.
Il presule ovviamente non mette nel mirino quella povera ragazza morta scoprendo di avere il coronavirus al momento del parto, dopo che le era stato suggerito di non vaccinarsi: semmai dito puntato contro chi l'ha mal consigliata, contro chi mette in circolo il veleno delle fake news. «Bisognerebbe ricordarsi – aggiunge – cosa ha voluto dire il vaccino anti-polio per la generazione di chi come me ha qualche capello bianco: semplicemente ci ha salvato, punto».
Ma non è solo il dramma della giovane casertana che il monsignore-architetto mette sull'altare, prima ancora che i tasti biblici o i gesti liturgici, un campionario di umanità dolente per riassumere un anno così complicato. Se negli ultimi 20 mesi siamo stati costretti a imparare a fare i conti con il Covid, esistono “virus” che ci portiamo dietro «da troppo tempo»: gli infortuni mortali di operai – queste le parole del vescovo – continuano a ricordarci che «di lavoro si muore, invece il lavoro è per vivere, e per farlo con dignità».
Da qui a riportare sotto i riflettori i problemi dell’occupazione il passo è breve: Giusti parla «di Fauglia e di Stagno» ma, benché implicito, il riferimento è chiaramente alla fabbrica Vitesco (ex Continental) e alla raffineria Eni. Non basta: il vescovo si lancia in un affondo sui bacini («le riparazioni potrebbero dare lavoro, invece le navi vanno altrove: è un peccato sociale»). Infine, l’allarme di una preoccupazione che si sta materializzando: «C’è una crisi dei trasporti che minaccia la ripresa e rischia di azzoppare la possibilità di trasformare in posti di lavoro la ripartenza dopo questa lunga fase difficile».
Al termine della messa, al vescovo è stato consegnato un riconoscimento da parte della Stella Maris, l’associazione nata dall’Apostolato del Mare per aiutare i marittimi.
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