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«Non esiste una ragione perché non siano in aula»
La vicesindaca ha contattato la dirigente dopo le assenze record Il provveditore: «Le scuole si attengono ai protocolli, non c’è discrezione»
livorno. «In realtà rispetto al quadro pandemico le Campana sono sotto controllo. Vorrei far passare un messaggio di sicurezza per le famiglie: in tutte le scuole vengono messi in campo i protocolli necessari per cercare di ridurre il contagio e in questo caso si sta parlando di una classe in quarantena. Una classe, che purtroppo ormai è una consuetudine in molti istituti...». Ieri anche la vicesindaca Libera Camici, che ha la delega alla scuola, ha chiamato la preside delle Campana per approfondire la situazione del plesso di via Stenone, dopo che aveva ricevuto alcune segnalazioni informali sulle assenze e sui malumori interni.
«Il quadro che mi ha fatto la preside – fa sapere – non è allarmante e la scuola sta mettendo in campo tutte le procedure necessarie. Mi ha confermato che a oggi c’è una sola classe in quarantena e che ha provato a rassicurare le famiglie».
«In passato – chiosa la vicesindaca – in città c’è stata anche una scuola con sei classi su dodici in quarantena, ma non abbiamo registrato una sommossa delle famiglie. Siamo in piena pandemia e purtroppo il rialzo dei contagi è sotto gli occhi di tutti, questo è evidente. Ma vorrei rassicurare i genitori sul fatto che nessun dirigente si assumerebbe la responsabilità di tenere aperto un plesso con un focolaio importante».
«Forse lì – riprende guardando verso le Campana – si è innescata una reazione a catena che ha portato molti genitori a non sentirsi tranquilli e a tenere i bambini a casa. Dispiace che non siano a scuola. Vorrei ricordare a chi ha chiesto di attivarla, che la didattica a distanza si può fare solo in alcuni casi specifici, in quarantena o in situazioni particolari».
Camici rivela che anche nei servizi educativi, in altre parole negli asili (che sono in gran parte sotto l’ala del Comune) «tante famiglie ci hanno scritto spiegandoci di voler tenere i bambini a casa per passare le feste senza che si ammalino: va detto che al di là del covid ci sono stati tanti virus nell’ultimo periodo, “bocca mani piedi”, bronchioliti». Ma, evidenzia, «i nidi non sono scuola dell’obbligo, dove effettivamente le assenze della Campana ci risultano un caso isolato».
Anche il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale, Andrea Simonetti, è stato informato della situazione. E anche lui ha ripetuto che «le scuole si attengono ai protocolli previsti, non c’è discrezione su questo. I dirigenti non sono chiamati a contrattare ma ad applicare quanto previsto dai protocolli per la sicurezza e contro il covid. Altro è se i genitori decidono di tenere i ragazzi a casa, è loro responsabilità...».
J.G.
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