Il Tirreno

Livorno

Presidio all’impianto di collesalvetti 

Natale a rischio stipendi per 35 famiglie protesta nell’indotto della raffineria Eni

Matteo Scardigli
Natale a rischio stipendi per 35 famiglie protesta nell’indotto della raffineria Eni

L’azienda Sudelettra ha perso l’appalto, gli operai temono che non pagherà. I sindacati scrivono al prefetto D’Attilio

2 MINUTI DI LETTURA





Matteo Scardigli

collesalvetti. «Pagateci almeno lo stipendio a Natale». Dopo l'assemblea di lunedì, ieri i 35 lavoratori Sudelettra hanno mantenuto il presidio fuori dai cancelli dell'Eni per otto ore, e di nuovo giovedì torneranno a manifestare per altre otto.

L'azienda, infatti, all'inizio del mese di dicembre non ha ottenuto il rinnovo che la legava allo stabilimento. Gli operai hanno quindi paura di non ricevere lo stipendio di novembre né la tredicesima, né gli altri trattamenti economici e previdenziali; e hanno chiesto aiuto al prefetto Paolo D'Attilio.

Sudelettra, impresa di Matera, si occupava della parte elettrostrumentale per gli aspetti di manutenzione e nuove realizzazioni nella parte carburanti dell'impianto. «Ci ha sempre versato gli stipendi, ma nei sei anni di presenza all'interno della raffineria abbiamo avuto problemi a farci riconoscere alcuni diritti e altri tipi di pagamento», racconta Luca Lonzi (Rsu Fiom). Intoppi e ritardi, insomma, c'erano stati già in passato. «Martedì 14 ci ha detto che stavolta non sarebbe stata in grado di pagarci. Punto. Il Tfr e il resto ce lo aspettavamo, ma così...», confessa sempre Lonzi.

Mercoledì 15, il giorno dopo l'annuncio ai lavoratori, Sudelettra ha ricevuto da Eni una prima tranche di pagamenti. «Abbiamo scritto alla raffineria perché si faccia responsabile in solido e blocchi i versamenti all'azienda, oppure la obblighi a darci il dovuto», spiega poi il segretario Fiom Cgil Mauro Macelloni: «Abbiamo scritto anche al prefetto perché spinga su Eni. Oggi siamo noi, ma domani potrebbe toccare a qualcun altro».

Nell'appalto è subentrata la barese Cestaro e Rossi, già presenta all'interno della parte meccanica della raffineria. La nuova appaltatrice avrebbe manifestato l'intenzione di assumere in blocco tutti gli ex Sudelettra. Ma un accordo quadro non c'è, esiste invece un accordo di sito con Eni a fare da garante.

I 35 operai però temono che Sudelettra non pagherà. «Ci sono stati dei precedenti in altri impianti. Dicono di aspettare i pagamenti dei committenti, ma secondo noi hanno utilizzato i nostri soldi per mettersi in regola con il Durc e avere così altri appalti», spiega ancora Macelloni.

Cestaro e Rossi non ha ancora messo le sue condizioni nero su bianco. «Ci hanno chiesto di fare tre o quattro mesi di prova», dicono Mauro Schiano e Massimiliano Giacchini della Uilm, e poi ribadiscono: «A Sudelettra non chiediamo la luna nel pozzo, ma solo le spettanze per apparecchiare la tavola a Natale e pagare bollette». La prossima riscossione per i 35 lavoratori sarà a febbraio. Nel frattempo i sindacati hanno chiesto alle altre ditte dell'indotto Eni di scioperare giovedì per quattro ore.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web