Il Tirreno

Livorno

Perde conoscenza in via delle Sorgenti: salvata a 42 anni dal 118 e dai carabinieri grazie a un tatuaggio

La sala operativa dei carabinieri
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La sala operativa dei carabinieri

Livorno: i medici senza sapere chi fosse non potevano ricostruire la sua storia clinica. Poi l'intuizione dei nomi dei figli impressi sul corpo

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LIVORNO. Una storia a lieto fine quella di una donna livornese di 42 anni che la sera dell’8 dicembre scorso è stata soccorsa in preda a fortissime e gravi crisi epilettiche dal 118 e dai carabinieri. Un lavoro di squadra che ha permesso di evitare la tragedia.
 
"Dopo poco le 20 - spiegano i militari - a seguito di diverse chiamate di cittadini, nei pressi di un distributore di carburanti in via delle Sorgenti a Livorno, è stata soccorsa una donna in forte stato confusionale e in preda a fortissime convulsioni che, all’arrivo dei sanitari, perde conoscenza. La donna, non ha nulla con sé, nessun documento, nessun cellulare, alcuni testimoni dicono che sia uscita da un auto che poi andata via, e immediatamente ha cominciato a star male. Il personale del 119 la trasporta urgentemente all’ospedale dove immediatamente i medici decidono di ricoverarla in terapia intensiva. È grave. Ha bisogno urgentemente di terapie farmacologiche, ma non si sa chi sia e saperlo è necessario per evitare che possa rispondere male ai farmaci, avere uno shoc anafilattico. La sua storia clinica inoltre potrebbe permettere una migliore più accurata diagnosi".
 
Gli uomini dell’Arma si mettono immediatamente al lavoro, gli elementi a loro disposizione sono pochissimi, la zona dove è stata trovata la donna è senza telecamere. Poi l’intuizione: la paziente ha due nomi tatuati sul braccio, si pensa possano essere i figli. "Parte una certosina e immediata indagine - spiegano dall'Arma - in cui i carabinieri cercano sui registri dell’anagrafe due fratelli con quei nomi. A Livorno, con uno dei due nomi risultano censiti ben 364 persone. A uno a uno vengono verificati i rapporti di parentela dei 364: vengono trovate diverse combinazioni di parenti aventi i due nomi tatuati sul braccio della donna. Vengono acquisite le foto, tramite social, delle madri e le confrontano con la donna. La paziente viene individuata e identificata. I medici a quel punto ricostruiscono la storia clinica della signora, individuano la terapia corretta e le salvano la vita. Resterà incosciente fino al 13 dicembre e ora non è più in pericolo di vita. Adesso le indagini coordinate dalla procura, si concentrano su quello che può essere successo prima che venisse soccorsa. 
 

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