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Covid, il primario di pediatria a Livorno: «Esplosione di patologie neuropsichiatriche, è allarme per i nostri bambini»

Il dottor Roberto Danieli: «Il vaccino l’unica soluzione, facciamolo per proteggere loro prima che noi»


19 dicembre 2021 Stefano Taglione


LIVORNO. «Durante il Covid, in pediatria, abbiamo dovuto imparare un nuovo mestiere, perché le patologie neuropsichiatriche nei bambini stanno esplodendo. Siamo in “overbooking”. Quando entro in una camera, qua in reparto, mi capita di pensare di aver sbagliato stanza. E sapete perché? Ho visto, ad esempio, bambine bravissime a scuola, che facevano sport magari ad alti livelli, con alle spalle famiglie perbene ed esemplari. Eppure in gravi difficoltà. Vuol dire che il coronavirus sta creando danni enormi e potrebbe fare lo stesso con i vostri figli. Perché casi del genere, qui a Livorno, ne vedo uno ogni mese, anche ogni 15 giorni. Parlo di casi gravi, giovani che pensano perfino a gesti estremi. Per questo credo che l’unica soluzione per ritornare alla normalità sia fare il vaccino anche ai bambini: non dobbiamo dire di sì solo per proteggere i nonni, ma per proteggere loro stessi. I nostri figli».

A parlare – durante la consegna dei doni in pediatria da parte del motoclub della polizia di Stato e del Radio club Fides – è stato ieri matitna il primario del reparto di pediatria dell’ospedale di Livorno, il dottor Roberto Danieli. Il suo è un accorato appello alla vaccinazione per i più piccoli: «Noi pediatri – spiega il medico – siamo qui per fugare i legittimi dubbi dei genitori. Voglio dire una volta per tutte che il vaccino è sicuro. I bambini stanno soffrendo, soprattutto, perché le scuole sono rimaste a lungo chiuse e lo sport interrotto. Parliamo di una generazione gravata da problemi psicologici che non vanno affatto sottovalutati».

Una lettura, quella dello stimato e conosciuto dirigente medico di viale Vittorio Alfieri, condivisa anche dal parroco dell’ospedale, don Placido Salvatore Bevinetto, presente all’iniziativa di ieri all’ottavo padiglione insieme alla coordinatrice infermieristica Elena Wüst: «Il primario ha ragione – sostiene il religioso – e il nostro compito è far ritrovare il sorriso ai bambini. La consegna dei doni in pediatria è una via da percorrere, con le istituzione vicini alle famiglie. I bambini sono il nostro futuro e quando questa pandemia sarà finita, speriamo presto, dobbiamo far ritrovare loro un sorriso e mondo pieno d’amore e privo di egoismo». Il sacerdote ha sempre tenuta aperta la sua chiesa, anche nel periodo più acuto della quarantena, in modo che la parrocchia rappresentasse un rifugio per i bisognosi: «Anticamente le chiese rimanevano sempre aperte, è sempre stato così – spiega – per questo ho continuato a dire la messa. Non dobbiamo privare le persone della fede».

Anche il questore Roberto Massucci, ieri in pediatria, ha commentato le parole del dirigente medico: «Gli effetti della pandemia, purtroppo, sono incredibili – dice – e chi lavora qua dentro, parlo del personale sanitario, le conosce molto bene e al contrario di chi è fuori sa valutarle molto attentamente».

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