Il Tirreno

Livorno

Le punta il coltello alla gola e si fa consegnare il telefonino: rapinata una donna in corso Amedeo

Stefano Taglione
Le Poste di corso Amedeo (foto d'archivio)
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Le Poste di corso Amedeo (foto d'archivio)

Livorno: vittima una trentaseienne livornese che aveva appena prelevato 20 euro al postamat. Erano quasi le 6 di mattina quando stava per prendere l’autobus per la stazione

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LIVORNO. Era scesa di casa per andare al lavoro e prelevare 20 euro dal bancomat delle Poste. Poi si è ritrovata un coltello puntato alla gola, con il rapinatore che l’ha costretta a consegnare il cellulare (e i soldi appena presi per pagare il pranzo) dallo sportello automatico all’angolo fra corso Amedeo e via Oberdan, in pieno centro. Un’esperienza terribile quella che ha vissuto una trentaseienne livornese, che alle 5.45 di giovedì 16 dicembre stava per prendere l’autobus diretto alla stazione ferroviaria, per poi salire sul treno regionale per Cecina, dove lavora e dove presto, per altro, si trasferirà proprio per evitare di fare la pendolare ogni giorno.

La donna non ha avuto il tempo di accorgersi della presenza del bandito, spuntato all’improvviso dall’angolo della strada, che si è ritrovata l’arma puntata: «Dammi i soldi», l’unica richiesta. Poi la fuga con il telefonino e, appunto, i 20 euro prelevati per poter andare a pranzo nella pausa lavorativa. La trentaseienne, terrorizzata, è poi tornata di corsa a casa e ha chiamato il 112, con i carabinieri della Compagnia di Livorno (guidata dal capitano Ugo Chiosi) che sono subito intervenuti nell’appartamento per parlare con la vittima, che per altro poche ore dopo coraggiosamente ha scelto di uscire nuovamente fuori e andare al lavoro, per cercare in qualche modo di superare lo choc. «Non me la sento di dire nulla al riguardo, mi scusi», sono le uniche parole della donna, che raggiunta dal Tirreno è comprensibilmente ancora molto spaventata. Senza parole dopo l’episodio inquietante che l’ha vista, suo malgrado, protagonista a pochi metri dal condominio dove abita.

Secondo quanto ricostruito il bandito avrebbe fra i 30 e i 35 anni, sarebbe nordafricano e indossava un paio di pantaloni verdi e una felpa con il cappuccio calato sulla testa, di cui non è chiaro il colore. Questo il racconto fatto ai militari dalla donna, che non ricorderebbe altri particolari, anche perché l’uomo indossava la mascherina anti-Covid. Il fatto che non fosse italiano verrebbe avvalorato – almeno secondo le ipotesi investigative – anche dal modo in cui si sarebbe espresso mentre minacciava la donna, parlando in un italiano non eccessivamente fluente. Dopodiché – rubati il cellulare e i soldi – si è dato alla fuga. Facendo perdere le sue tracce.

I carabinieri, infatti, giunti sul posto dopo qualche decina di minuti – la chiamata non è stata immediata, dato che la trentaseienne prima è ritornata a casa e poi, senza più il cellulare, ha chiamato il 112 – hanno provato a cercarlo, senza riuscirci. Ma le telecamere della zona potrebbero dare una grande mano agli inquirenti, dal momento che Poste italiane – ma forse anche alcuni negozi della zona – hanno un sistema di videosorveglianza che riprende la strada e che potrebbe aver immortalato il momento della rapina. È per questo reato che procede l’indagine dei militari dell’Arma.

La donna, subito dopo l’accaduto, ha scelto di non farsi accompagnare al pronto soccorso e andare ugualmente al lavoro. Comprensibilmente sotto choc, ne è uscita illesa a livello fisico, dato che non è stata aggredita, ma minacciata. E il bandito, dopo essersi fatto consegnare i soldi e il cellulare, si è allontanato facendo perdere le sue tracce.
 

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