Il Tirreno

Livorno

Armato di coltello entra nel panificio di via Donnini: "Non ti succede niente, questa è una rapina"

Stefano Taglione
Il panificio
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Livorno, il racconto della dipendente de “Le Sorgenti del pane”: «All’inizio pensavo fosse uno scherzo, mi ha minacciata. Poi è fuggito»

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LIVORNO. Si è presentato all’interno del panificio, ben prima dell’apertura mattutina, con un casco integrale in testa: «Tranquilla non succede niente, questa è una rapina». Poi, alle prime resistenze della madre della titolare de “Le Sorgenti del pane”, ha tirato fuori un coltello: «Dammi il fondo cassa, questa è una rapina», ha ripetuto.

Sono stati momenti di terrore quelli vissuti da una commessa del forno di via Donnini, la cinquantaduenne Laura, madre della proprietaria Viola Ciucci. All’interno dell’attività commerciale, verso le 5 di mattina di giovedì 16 dicembre c’erano lei, una collega e il fornaio. Tutti insieme per preparare i prodotti della giornata, in attesa dell’arrivo della figlia, la titolare appunto. Ma in quel momento, dietro al bancone, lei era da sola. «Questa persona – racconta la cinquantaduenne – voleva i soldi, ma le ho spiegato che non ne avevo, che in cassa non ce n’erano ancora. Ho avuto tanta paura, il coltello era molto grosso ma non ricordo bene di che tipo fosse, e per cercare di farlo andare via ho preso una manata di spiccioli e gliel’ho tirata dietro. Un grande spavento, davvero...»

Laura, alla minaccia del rapinatore, inizialmente ha risposto stupita: «Ma stai scherzando?», è stata la prima reazione. Poi ha aggiunto che soldi non c’erano, gettando sul pavimento i pochi centesimi presi da un cassetto. «Quando è entrato, sorprendendomi – prosegue – stavo mettendo a posto il pane dietro al bancone. Non mi è mai capitato niente del genere e spero proprio che questa sia la prima e l’ultima volta. È stato tremendo, non si può andare al lavoro e rischiare così, questa zona non è sicura. Ma è un problema, purtroppo, di tutta la città».

Il bandito, secondo una prima ricostruzione, sarebbe arrivato da solo su uno scooter, lo stesso mezzo sul quale sarebbe poi fuggito verso viale Carducci. «Era vestito con una felpa training nera e rossa – continua la commessa – mentre il casco integrale che indossava era tutto nero. Non sono riuscita a scorgerne il volto, né tantomeno a capire la sua età, ma da come si esprimeva sono convinto che fosse straniero. Era alto circa un metro e 75, non di più».

L’ipotesi della polizia di Stato, prontamente intervenuta dopo l’allarme al 112 con due equipaggi della Squadra volante della questura, è che si tratti di un cittadino nordafricano. «Per fortuna – conclude la commessa – non era sola e appena sentite le urla la mia collega è venuta qua facendolo scappare. Se fossi stata da sola credo che mi sarei sentita male».

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di Redazione web