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l’iniziativa 

Ora arriva il “banco 13”: prenoti e ritiri gratis frutta e verdura invendute

Juna Goti
Ora arriva il “banco 13”: prenoti e ritiri gratis frutta e verdura invendute

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livorno. Ieri sono partite le operazioni di rodaggio: un po’ di volantini, due chiacchiere con gli operatori e con i clienti. Da stamani chi raggiungerà il Mercato Centrale troverà ad aspettarlo anche un inedito “banco 13”, il banco dei “ri-generi alimentari”, dove sarà possibile prendere gratis le cassette piene di frutta e di verdura che a fine mattinata resteranno invendute.

Il salone è quello della verdura e del pane, dove si affacciano anche i prodotti turistici made in Livorno targati “De”. Qui, nel mezzo a commercianti e clienti, gli operatori dell’Aamps, della cooperativa Brikke Brakke e le prime squadre dei beneficiari del reddito di cittadinanza hanno iniziato a prendere confidenza con il nuovo progetto.

Capofila dell’iniziativa sono azienda dei rifiuti e Comune (con gli uffici guidati dalla dirigente Arianna Guarnieri, insieme alla responsabile Caterina Tocchini) mentre il personale della cooperativa fa da tutor. Funziona così: ogni mattina dalle 11 alle 13.30 chiunque può presentarsi al banco all’interno della struttura e prenotare una cassetta, prendendo il numero. Nel frattempo gli addetti passano con un carrello tra i banchi di piazza Cavallotti per ritirare la frutta e la verdura: prodotti buoni e freschi, che magari finirebbero nella spazzatura solo perché difettati o perché rimasti invenduti.

Vanno a comporre delle cassette miste e alla fine, dalle 13.30 alle 14, chi ha il numero può passare a ritirarli. Secondo la logica che chi prima arriva prima macina.

Il progetto nasce prima di tutto «per combattere lo spreco alimentare e contribuire alla riduzione dei rifiuti organici nelle aree mercatali», dice l’assessora all’ambiente Giovanna Cepparello, che racconta di avere preso l’idea da Torino, grazie all’esperienza dell’amministratore unico di Aamps, Raphael Rossi, che per anni è stato al vertice della società ambientale della città della Mole. «Ci siamo ispirati all’esperienza del mercato di Porta Palazzo – conferma Rossi – dopo avere osservato che in realtà in modo autonomo alcuni commercianti facevano già qualcosa di simile a Livorno, perché chi è sensibile non butta». «Adesso – riprende Cepparello – cerchiamo di mettere a sistema questa pratica. Parliamo di prodotti buonissimi, che magari non arriverebbero al giorno dopo». La logica è insomma: «Ridurre lo spreco alimentare e aiutare chi ha bisogno».

Chiariamolo bene: chiunque può prendere il numero e aspettare la cassetta. Ora c’è da vedere come reagiranno commercianti e clienti, in quanti parteciperanno all’iniziativa che andrà avanti in via sperimentale per sei mesi.

Al lavoro, dall’altra parte del banco, ci sono gli operatori di Aamps, della cooperativa e anche i beneficiari del reddito di cittadinanza, ognuno per otto ore a settimana, in squadre diverse. Come Francesco (57 anni) che prende 150 euro al mese e che racconta di essersi «trovato in questa situazione da poco», o Dimitri (64 anni) che invece prende il reddito da due anni, più o meno da quando è scoppiata la pandemia. Chi riceve un assegno da 500 euro, chi qualcosa in meno o in più. «Questa esperienza può essere stimolante, vediamo come va», dicono a turno dal gruppo. Poi c’è anche chi, come Cinzia (59 anni) non gira intorno alle parole: «È una bella iniziativa, vediamo che intorno a noi si stanno dando tutti da fare. Ci piacerebbe però che in giro ci fosse lo stesso sforzo per farci finalmente lavorare. Per trovare un lavoro».

Juna Goti

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