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Livorno

authority: lavori in corso 

Microtunnel ok, la maxi-talpa sbuca sull’altra sponda dell’accesso al porto

Microtunnel ok, la maxi-talpa sbuca sull’altra sponda dell’accesso al porto

Finalmente una buona notizia in un appalto tormentato Fra due mesi e mezzo la consegna a Eni per spostare i tubi

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livorno. C’erano una volta le vicissitudini che hanno spostato in avanti di qualche anno la fine dei lavori del microtunnel fra le due sponde del Canale d’accesso al “cuore” del porto, passando ai piedi della Torre del Marzocco; c’era una volta il lungo impasse per via del cedimento di uno dei pozzi. Adesso non più: ieri l’appalto per la realizzazione di quest’opera essenziale ha fatto centro, e non è solo un modo di dire: al termine dell’escavazione lunga 234 metri, a 23 metri di profondità, tagliando in due anche un fiume sotterraneo, la maxi-talpa meccanica ha perforato il muro del pozzo di arrivo, quello lato Calata del Magnale.

A darne notizia è l’Authority guidata da Luciano Guerrieri in tandem con l’ingegnere-capo Enrico Pribaz. Viene segnalato che n la “missione” è stata «compiuta in 32 giorni»: il poderoso macchinario con tutta una serie di accorgimenti per evitare, ad esempio, i contraccolpi di pressione (e, per dirne un’altra, “guidare” nel sottosuolo l’escavazione in maniera che centrasse l’obiettivo).

Il microtunnel servirà a ospitare le condutture della raffineria Eni che oggi passano sulla sponda nord. Sarà l’Eni a collocarne di nuove in questo percorso che passa sotto il canale. E questo consentirà all’Authority di poter allargare il canale d’accesso in modo da permettere l’ingresso in porto anche di navi da 11mila teu.

«Il pozzo di recupero – spiegano dal quartier generale dell’istituzione portuale - è nel frattempo stato messo in equilibrio idraulico. E' stato cioè preventivamente allagato per evitare pericolose infiltrazioni d'acqua e sabbia al momento del passaggio della “Tunnel boring machine”», cioè la maxi-talpa escavatrice appunto. «Ci vorrà ancora qualche giorno prima che l'area di scavo torni agibile, giusto il tempo di fare qualche iniezione di sigillatura e tamponare eventuali perdite d'acqua», aggiungono da Palazzo Rosciano.

E adesso: quali tempi per il resto del lavoro? La risposta arriva dall’Authority: «Considerati i tempi necessari per rimuovere dall'area di cantiere tutti gli impianti e le tubature utilizzati per l'operazione e quelli che l'Autorità di Sistema Portuale si prenderà per verificare lo stato di sicurezza della galleria, ci vorranno altri due mesi e mezzo prima di arrivare alla chiusura dei lavori».

È a quel punto che il cunicolo sotterraneo potrà essere affidato alle mani di Eni per far partire i lavori: c’è da infilare nel microtunnel i nuovi tubi di collegamento tra la Raffineria di Stagno e la Darsena Petroli, «rimuovendo quelli vecchi». Questi ultimi sono «oggi fastidiosamente adagiati in profondità lungo le sponde dell’unica via di ingresso e uscita dalla Darsena Toscana»: intuile dire che sono un bell’intralcio per le navi di maggiori dimensioni.

«L’eliminazione dell’ostacolo – dice l’Authority – permetterà alle portacontainer di grande dimensione di entrare ed uscire dallo scalo senza troppe difficoltà». In passato, è stato spesso detto che bisogna «arrivare vivi all’appuntamento della Darsena Europa», prima di arrivare all’operatività dell’espansione a mare con la quale la Authority punta al nuovo sviluppo.

M.Z.

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