Gioco
A Livorno nasce Renew «Superiamo il bipopulismo»
Da Taradash a Zingoni e Palmerini, ecco chi c’è nel comitato promotore
livorno. C’è l’ex candidato sindaco Marco Taradash, volto di +Europa. E c’è, tra gli altri, l’ex vice coordinatore regionale di Forza Italia, Maurizio Zingoni. L’area del nuovo centro si muove: pochi giorni fa si è costituito in città il comitato promotore di Renew Livorno, un laboratorio politico che nasce con l’obiettivo dichiarato di «contribuire a costruire una moderna forza politica liberaldemocratica europeista», uscendo dal «noioso lamento di un centro che non riesce a superare la vocazione ancillare» per cominciare a «ragionare sul come, con chi, con che modalità questa forza dovrebbe nascere». Del comitato promotore fanno parte, oltre a Taradash e Zingoni, Attilio Palmerini (Pli Livorno), Donatella Di Dio (Buona destra), Luca Cosimi (consigliere comunale San Vincenzo, lista civica Svoltiamo), Silvia Gesess (+Europa), Riccardo Nocchi (+Europa), Serena Ricciardulli (psicoterapeuta e scrittrice), Massimo Gaggini (Pli), Vincenzo Cusumano (Pli).
«Renew in Europa – scrivono – è la dimostrazione che si può occupare lo spazio centrale che sussiste oltre la vecchia logora, ormai insignificante, divisione destra sinistra». «Davanti all'urgenza – è la linea – di un riposizionamento dell'area liberaldemocratica che scongiuri il riproporsi delle vecchie coalizioni che cercano di sopravvivere, noi diciamo che, anche in Italia, Renew rappresenta il progetto politico che diventa realtà. Per questo non può nascere da sterili tatticismi parlamentari, dall'ennesima operazione verticistica e personale di qualcuno». Ma «è fondamentale che dai territori maturi la spinta affinché questo progetto possa rappresentare la reale alternativa al bipopulismo imperante». In questo senso, dicono, «Renew Livorno vuole essere il laboratorio politico non solo di confronto sulle questioni nazionali e locali ma anche di proposta per la crescita del territorio e la formazione di una nuova classe dirigente locale attraverso il merito e la competenza».
«Siamo convinti – aggiungono – che l’avvento del governo Draghi abbia anche la funzione di scomporre e ricomporre, dandogli finalmente stabilità, il quadro dell’offerta politica italiana per definire il nuovo assetto non per i prossimi mesi ma per i prossimi decenni e chiudere questo sterile e fallimentare bipolarismo ideologico post “89”. Occorre una iniezione di nuova cultura politica e questo è possibile solo attraverso la costruzione di una forza centrale non centrista, popolare non populista, liberale e per questo riformista per Draghi, con Draghi, oltre Draghi».
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