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L’appello delle Misericordie «L’Iva non ci penalizzi»
Il grido dell’assemblea toscana per le realtà che fanno opere di carità A Livorno riuniti volontari e volti di riferimento di 308 confraternite
livorno. «Sull'Iva non bisogna penalizzare chi usa tutti i ricavi per la carità. Se la legge resta ingiusta, il Parlamento ci protegga». È questo l'appello lanciato ieri da Livorno, dove si è riunita l'assemblea delle Misericordie della Toscana, il più antico movimento di volontariato del mondo, che solo nella nostra regione conta 308 confraternite, 400 sedi operative e 300mila iscritti, 60mila dei quali impegnati sul campo.
«Bisogna seguire l'impostazione della riforma del Terzo settore – ha detto Alberto Corsinovi, presidente della Federazione della Toscana delle Misericordie – che considera fiscalmente non commerciali tutte le attività istituzionali delle nostre associazioni perché svolte senza conseguimento di utili, per scacciare il grave pericolo che le novità fiscali in discussione in Parlamento rappresentano per tutto il terzo settore».
Le Misericordie sperano che il Parlamento riesca a «disinnescare l'emendamento al decreto fiscale che cancella il regime di esenzione Iva per tutte le realtà del Terzo settore». «In Parlamento – ha aggiunto Corsinovi – si sta discutendo una legge ingiusta, con la giustificazione che l'Italia andrebbe incontro a una procedura di infrazione dell'Europa. Ma così si penalizzano realtà come la nostre che reinvestono tutti i ricavi in attività di carità. Chiediamo al Parlamento di tenerci al riparo da questo pericolo che per noi sarebbe un puro costo, in un periodo in cui oltretutto il Terzo settore è particolarmente provato dalla pandemia».
Corsinovi ha ricordato l'impegno delle Misericordie nel fronteggiare il Covid, fin dai primi giorni «quando ancora non sapevamo con che cosa avevamo a che fare»: «Anche allora, però, i nostri fratelli e sorelle non si sono mai sottratti dal servizio a chi aveva bisogno».
C’era anche il presidente nazionale delle Misericordie, Domenico Giani, che ha indicato due aspetti sopra a tutti per il movimento: «Rilanciare l’aspetto ecclesiale e concentrarsi sul servizio alla persona, che è quello da cui la storia delle Misericordie ha avuto origine rinunciando ai personalismi, come ci invita a fare anche il Papa, e mettendosi al servizio di chi ha bisogno».
L’assessore regionale alla salute, Simone Bezzini, ha sottolineato il valore dell’associazionismo e del volontariato «come risorsa per la democrazia». Hanno portato un saluto alla Stazione marittima anche don Luciano Cantini, in rappresentanza del vescovo Simone Giusti impegnato in una funzione religiosa, l’assessore al sociale di casa Andrea Raspanti, il questore Roberto Massucci, il comandante in seconda dell’Accademia Navale capitano Marco Bagni, Piero Paolini coordinatore regionale del 118, Giuseppe Guerra governatore del distretto 108 dei Lions. Ha inviato un videomessaggio l’assessore regionale al welfare Serena Spinelli. Ai lavori ha partecipato anche Adriano Peris, coordinatore delle terapie intensive della Toscana per il covid.
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