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misteri e segreti 

Il porto negli anni Venti Il plastico recuperato svela com’era Livorno

M.S.
Il porto negli anni Venti Il plastico recuperato svela com’era Livorno

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livorno. Porto, anni Venti e antichi misteri. Lo scalo industriale torna indietro nel tempo grazie al lavoro e alla perizia del gruppo Navi modellisti livornesi, al lavoro su un plastico realizzato cento anni fa e che ancora oggi custodisce i segreti della Livorno che fu.

Custodito in un’apposita sala del silos granario e finalmente restituito agli occhi di cittadini e turisti, il modello ritrae il tratto di costa dallo Scolmatore fino alla Bellana.

Il plastico, spiegano i membri del gruppo, fu poi aggiornato negli anni tenendo il passo con l'evoluzione delle infrastrutture che insistevano (e ancora insistono, in molti casi) sullo specchio d’acqua; comprese le vie di comunicazione.

Le operazioni di ripristino, non ancora concluse, riguardano dunque la sostituzione dei pezzi andati perduti (minuscole cisterne, piccoli edifici...) così come la messa a punto della letterizzazione con gli introvabili – e perciò costosissimi – caratteri originali, ma anche l'implementazione di un nuovo impianto di illuminazione a led (in sostituzione delle vecchie lampadine a incandescenza) e soprattutto l'aggiunta ex novo della “luce guida” che faceva da riferimento alle navi che si spostavano tra le banchine. La fonte luminosa è stata infatti individuata e riscoperta dopo un'attenta opera di scavo nella memoria storica del Porto.

«Era posizionata in corrispondenza della diga della Meloria, in modo tale da essere ben visibile ai timonieri in transito nello stretto canale di accesso», spiegano Giovanni Barbini, Bruno Forgiarini e Maurizio Meliota: «Quando la luce scompariva alla vista bastava riallineare la barra per tornare sulla giusta rotta».

I modellisti però, contemporanei emuli di Heinrich Schliemann (lo scopritore della mitica città di Troia), sono andati oltre. «Ci siamo accorti che qualcuno era già intervenuto con una correzione sul plastico, “tombando” il rio delle Cateratte per rispecchiare il nuovo aspetto della città», raccontano.

E così, con mano ferma e un buon taglierino, i nostri hanno risalito il tempo controcorrente, “stombando” sul modello l’attuale via delle Cateratte per restituire alla luce l’originale via d’acqua che univa la darsena Ugione ai Navicelli.

Un regalo in più per i fortunati visitatori del silos granario. —



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