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Livorno

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Puniti gli studenti della lite a scuola «Ma c’è la privacy»

Francesca Suggi

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LIVORNO. Si sono picchiati «in classe, durante lo svolgimento della lezione». Verso gli studenti coinvolti «sono stati adottati immediatamente gli adeguati provvedimenti disciplinari». È Francesca Barone, dirigente scolastica dell’istituto Vespucci Colombo a spiegare, con una breve nota, quel che è accaduto giovedì nell’istituto di via Charini. Una lite nella quale è rimasta stata ferita anche un’insegnante, colpita probabilmente da un pugno, mentre stava tentando di dividere i due studenti di 14 anni. La donna si è procurata un trauma cranico: tutti e tre sono finiti al pronto soccorso. «Il docente sta bene», fa sapere la preside (con un trauma cranico c’è una prognosi che non dato sapere...). Sui provvedimenti presi nei confronti dei 14enni coinvolti le bocche sono ucite. Sospesi? Boh, si invoca la riservatezza. «Nel rispetto della privacy degli studenti, delle famiglie, dei docenti e dell’istituto, si informa che non potranno essere rilasciate ulteriori dichiarazioni», si legge ancora nella nota rispetto a una vicenda di violenza all’interno della scuola che ha visto arrivare all’istituto due ambulanze della Misericordia di Montenero e una via Verdi.

«Sono molto rammaricato per l’episodio che si è verificato a scuola – commenta il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Andrea Simonetti – È il secondo episodio del genere che capita dall’inizio dell’anno a Livorno: per fortuna sono eventi isolati». Per gli studenti potrebbe verificarsi una sospensione dall’attività didattica per un numero di giorni definito dalla scuola. Successivamente a seconda della reazione degli studenti coinvolti ci sono due strade: quella di una sospensione fino alla fine dell’anno, oppure è prevista la possibilità di un provvedimento di sospensione che prevede anche l’obbligo di svolgere percorsi alternativi sociali. Per metabolizzare lo sbaglio, capirne la gravità. E non farlo più (ma in questo caso chissà, si invoca la privacy).

E chiude: «Di vicende come queste mi colpisce il discontrollo di questi ragazzi: non si è capaci di controllare gli impulsi».

Francesca Suggi

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