Gioco
No ai comprensivi, adesione record allo sciopero
LIVORNO. «L’85% delle scuole livornesi sono rimaste chiuse, per noi è stato un risultato molto importante». Fa da termometro dello sciopero-manifestazione cittadina contro la creazione degli istituti comprensivi a Livorno Veronica Virgili della segreteria Flc Cgil Livorno.
È stata un’adesione record che nonostante il maltempo ha portato in piazza, in due distinti presidi - piazza Guerrazzi e piazza del Municipio – le sigle sindacali Flc Cgil, Cisl Fsur, Uil scuola rua, Snals confsal, Cobas, Unicobas scuola , Usb e il comitato della rete di scuole “Stop comprensivi”. Proprio loro hanno chiesto e ottenuto un nuovo confronto con l’amministrazione. «Ci è stato dato appuntamento lunedì – dicono – Saranno presenti sia il sindaco che la vicesindaca. Ci auguriamo possa essere un momento di apertura da parte dell'amministrazione e di ricevere finalmente le risposte alle criticità che abbiamo sollevato».
Tra le criticità evidenziate anche dai sindacati, nei diversi interventi della mattinata, la mancanza di garanzie occupazionali e perdita sulla pianta organica di 19 posti di lavoro, concentrati massimamente nel profilo collaboratori scolastici (- 13 posti); mancanza di un'adeguata programmazione edilizia finalizzata ai comprensivi. E ancora mancanza di un'adeguata programmazione delle necessità dell'utenza legate ai nuovi flussi dei trasporti; centralizzazione degli uffici, con maggior carico di lavoro e minore efficienza delle segreterie.
Non ultimo si sottolinea la perdita di continuità sui progetti esistenti e impoverimento dell'offerta formativa.
«In prossimità delle iscrizioni – riprendono dalla rete di scuole “Stop ai comprensivi” - non c'è chiarezza su come saranno organizzati i nuovi istituti; è mancato un reale coinvolgimento del personale scolastico, ma soprattutto non ci sono stati investimenti per accompagnare un cambiamento così radicale. E' importante sottolineare che con questa nuova organizzazione si andranno a perdere posti di lavoro». La pandemia non facilita questa rivoluzione: «Ciò accadrà in piena emergenza sanitaria – ribadiscono – Nessun piano dei trasporti è stato rivisto per andare incontro alle esigenze delle famiglie, che dovranno spostarsi in istituti distanti dal proprio quartiere». E ancora: «A livello pedagogico gli effetti sulla continuità saranno nulli, se non peggiorativi della situazione attuale – e vanno nei dettagli – Gli istituti resteranno separati e tanti progetti verranno fermati in quanto, a rigor di logica, la continuità si farà solo all'interno dei nuovi comprensivi e non in maniera più diffusa come succede attualmente. Non esistono al momento spazi sufficienti per poter riunire i nuovi collegi docenti, nessuna scuola ha spazi così ampi da contenere riunioni che accoglieranno docenti dei tre gradi di scuole».
Dal mondo della scuola e dalle organizzazioni sindacali è stata richiesta la sospensione del progetto e la apertura di un confronto che possa offrire garanzie occupazionali per il personale e predisporre interventi e risorse adeguati per la scuola. «Ma l'amministrazione per ora è rimasta sulle proprie posizioni», chiudono.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
