Gioco
Rissa fuori dalla discoteca, il titolare di Calafuria: "Lite scoppiata a 200 metri, eravamo chiusi"
Livorno, lo sfogo dell'imprenditore Simone Gonnelli dopo la chiusura per dieci giorni: «A causa di persone negligenti e indisciplinate che non sono capaci di divertirsi responsabilmente siamo costretti a subire questo provvedimento"
Stefano Taglione
livorno. Pugno duro della polizia dopo la rissa della notte prima dell’Immacolata fuori dalla discoteca “Precisamente a Calafuria”, sul Romito, durante la quale – come anticipato dal Tirreno lunedì scorso – circa 30 giovani, divisi in due gruppi di stranieri e livornesi, si sono picchiati e tre di loro sono finiti pure all’ospedale. Il questore Roberto Massucci ha infatti firma il provvedimento di chiusura per dieci giorni a partire da oggi.
LE RAGIONI
Secondo quanto appurato dalla Squadra volante – come confermato anche dal numero uno di via Fiume – la rissa sarebbe conseguenza di quanto avvenuto all’interno della discoteca. «Non voglio andare oltre – spiega Massucci – perché allo stesso tempo è giusto salvaguardare il diritto di impresa, che deve coniugarsi con le esigenze di sicurezza. Per altro non è la prima volta che in quella zona accadono episodi di violenza». Il riferimento è alla rissa fra pisani e livornesi avvenuta nel giugno scorso, con un ventunenne ferito
PARLA GONNELLI
Senza parole il titolare Simone Gonnelli: «La rissa – dice – non è scoppiata nel locale, ma a oltre 200 metri mentre eravamo chiusi: fatti avvalorati dalla chiamata alle forze dell’ordine delle 4.30. Non sono nemmeno sicuro che i coinvolti avessero partecipato alla serata e all’interno avevo una dozzina di persone della sicurezza, più che sufficienti per la clientela che c’era». «Per l’ennesima volta – è stato il messaggio del locale agli affezionati clienti – a causa di persone negligenti e indisciplinate che non sono capaci di divertirsi responsabilmente siamo costretti a subire una chiusura del locale per dieci giorni per i disordini accaduti al di fuori del locale dopo la serata di martedì 7. Teniamo inoltre a precisare che i disordini sono accaduti solamente all’esterno del locale e ben oltre l’orario di chiusura. Tutto questo può essere testimoniato dalla sicurezza e dalla chiamata ricevuta dalle forze dell’ordine. Grazie a queste gradevoli persone che riescono sempre a mandare in frantumi il lavoro che portiamo, con passione, costantemente avanti».
LE INDAGINI
Nel frattempo proseguono le indagini della Squadra mobile, che sta cercando di identificare tutti i partecipanti ai disordini (livornesi e albanesi). Per il momento nessuna persona è stata iscritta nel registro degli indagati.
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