Lutto
«Ho atteso per paura poi mi sono convinta...»
Al palazzetto tra chi fa la prima dose e chi è alla terza «Io ho perso mia madre, vaccinatevi per i vostri cari»
livorno. C’è chi è alla terza dose, chi ha deciso di farsi avanti a 14 anni, e chi ha aspettato il più possibile perché aveva paura, ma alla fine ha fatto il passo. È il caso della diciottenne Sara Bordò. «Non sono una no vax – racconta –, è solo che ho una paura matta degli aghi. Finora ho vissuto la pandemia con tranquillità, facendo i tamponi solo quando mi servivano. Se ci fosse stato l’obbligo, però, mi sarei vaccinata anche prima. Oggi ho pianto tantissimo, credo che mi abbiano sentita in tutto il palazzetto – sorride dopo la prima dose – ma alla fine è andato tutto bene; a chi, come me, ha paura consiglio di venire accompagnato».
Le facce entrano ed escono dal palazzetto. Più convinta dall’inizio Maria Pagliai, alla sua terza dose: «Sono arrivata un po’ in anticipo, prima di tutto per educazione nei confronti di chi lavora e poi per evitare eventuali complicazioni. Sono stata accolta e seguita con cortesia e professionalità, e accompagnata in ogni passaggio. È andato tutto bene come le altre volte».
Per la seconda dose, invece, si è presentato, insieme al padre (già vaccinato) di origine pakistana, il 14enne Hashim Ashfaq. «Siamo venuti a Livorno da Vicarello – racconta il ragazzo minorenne con il consenso del genitore – dopo aver prenotato. Ho deciso di fare il vaccino il prima possibile perché nella mia scuola, proprio nella classe che frequento, c’è stato un caso di positività alla covid. Vaccinandomi posso mettere in sicurezza me stesso, la mia famiglia e i miei compagni».
Il centro vaccinale del Modigliani Forum rassicura anche il colligiano di Guasticce Giuliano Lupi, arrivato con tanti dubbi e uscito col sorriso: «Mi è scaduta la protezione del vaccino Johnson & Johnson che avevo fatto a Pontedera, oggi (ieri, per chi legge, ndc) ho fatto il Moderna. L’altra volta non ho avuto alcun problema, stavolta sono mi hanno fatto preoccupare i racconti degli amici; ma ho trovato un’organizzazione perfetta e ora sono tranquillo».
«In teoria sarebbe la mia terza dose, ma in realtà conta come seconda perché nel frattempo ho avuto il Covid e sono guarita. Sono stata molto male, la mia vita è cambiata per sempre. Ma non per quello...», confessa Silvia Razzauti trattenendo le lacrime: «Abbiamo scoperto che mia madre, che viveva con la badante, era positiva pochi giorni dopo che anch’io avevo ricevuto l’esito del tampone. Oggi lei non c’è più. Io sono sempre stata molto scrupolosa ma adesso ho detto basta anche alle cene in casa. Il mio consiglio a tutti è “vaccinatevi” per proteggere i vostri cari».
«Sono stata operata a maggio e ora sono sotto la mutua. Mi devo vaccinare per obbligo ma lo faccio prima di tutto per coscienza, perché tutti noi abbiamo vissuto da vicino l’incubo delle terapie intensive», rivendica Cinzia Braschi, dipendente Asl e da più di 20 anni al pronto soccorso, che dedica un pensiero a delle colleghe: «Ce ne sono alcune che sono a casa, senza paga, perché non si vaccinano. L’ospedale ha applicato la legge in modo rigoroso, per fortuna sono una minoranza e così l’organizzazione del lavoro non ne ha risentito».
M.S.
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