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Livorno

Ecco i primi 500 vaccini al Modigliani Forum riaperto contro il covid

Matteo Scardigli
Ecco i primi 500 vaccini al Modigliani Forum riaperto contro il covid

A Porta a Terra i pazienti con la prenotazione e anche una serie di accessi liberi Dietro le quinte del polo Asl: il racconto degli operatori tra soddisfazioni e offese

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Matteo Scardigli

livorno. Con 400 prenotazioni e poco più di 30 open access (gli ingressi liberi, senza registrazione, circa un terzo dei quali per la prima dose) raggiunti a metà mattinata e poi saliti nel corso della giornata fino a raggiungere complessivamente circa 500 vaccini, ieri il Modigliani Forum è stato riaperto come centro vaccinale e ha iniziato a scaldare i motori in attesa di tornare a funzionare a pieno regime.

«Iniziamo con quattro linee servite complessivamente da otto medici e altrettanti infermieri che si alternano su due turni, due amministrativi e quattro operatori socio sanitari – racconta la dottoressa Milli Caschili, coordinatrice sanitaria della zona distretto livornese –. Stiamo completando l’allestimento, poi da lunedì torneremo a fare tra le 1.200 e le 1.400 dosi al giorno con numeri di personale che aumenteranno in proporzione». «Questa – sottolinea – è una macchina da guerra». Poi rassicura: «I vaccini ci sono e sono sufficienti a coprire la domanda».

Si entra sempre dall’ingresso principale del PalaModì, in via Veterani dello Sport. Ad accogliere i prenotati e i vaccinandi dell’ultimo minuto (i minorenni devono essere sempre accompagnati da un genitore) è il personale di sicurezza della Dia, capitanato da Luca Malacarne: «Qui è tutto tranquillo. Stamani (ieri, ndr) non c’è neanche fila; niente rispetto a qualche mese fa quando si era in piena pandemia. Vengono tanti anziani a fare la terza dose, ma anche militari e personale della sanità e della scuola». «La struttura – prosegue – risulta adatta anche per la comodità del parcheggio, e chi si presenta è già preparato o ha solo bisogno di qualche indicazione: è curioso che molti dicano di voler fare qui, sul posto, la prenotazione “come l’altra volta”, ma in realtà non è mai stato possibile farla ed è ancora così». Bisogna registrarsi sul portale.

A indicare il percorso sono ancora una volta gli Oss, dopo aver aiutato il paziente a compilare i moduli in modo completo verificando la correttezza dei dati inseriti per evitare incomprensioni o sbagli.

La novità, ideata sulla base della passata esperienza, è il codice-colori: al paziente, in base al percorso che gli viene indicato al momento dell’accesso al centro vaccinale, viene assegnato un colore specifico che poi ritrova lungo tutto il percorso fino all’iniezione. La durata della permanenza, dall’ingresso all’uscita dal Forum (compreso il tempo di osservazione dopo il vaccino), viene stimata intorno ai 20-25 minuti.

Fra una settimana (dieci giorni al massimo) dovrebbe partire anche il percorso dedicato ai bambini di età compresa fra i 5 e gli 11 anni.

Entrato nel cubicolo corrispondente, il paziente trova poi il medico (assunto con il bando Arcuri, ospedaliero, volontario o uno dei 13 giovani membri dell’Usca, l’Unita speciale di continuità assistenziale).

«Le indicazioni sono queste: tutte le prime dosi sono Moderna, le seconde sono dello stesso vaccino utilizzato per la prima iniezione, le terze sono fatte con metà della normale quantità di Moderna; oppure con quantità intera, valuta il medico», spiega il dottor Luciano Falduto, che poi prosegue: «Ai camici bianchi spetta anche il compito di informare e togliere ogni dubbio; tutte le domande sono legittime, e siamo attrezzati per spiegare bene anche la sintomatologia post vaccinale».

Prima, durante e dopo l’iniezione, per risolvere – letteralmente – qualsiasi problema, in prima linea c’è la grande famiglia coordinata dalla logista Alessia Santini. «Il mio compito è quello di organizzare il flusso e di gestire riunioni prima dell’apertura e dopo la chiusura, per ricordare tutto a tutti allo scopo di evitare errori», premette l’infermiera 27enne, “veterana” del Modigliani Forum, visto che è già stata impegnata nel palazzetto per la prima mandata di vaccini. «Rispetto alla passata campagna – racconta – siamo migliorati tantissimo diventando una bella squadra affiatata, anche per il fatto che siamo tanti giovani. L’esperienza – confessa – è forte e lo è stata specialmente quando ci chiamavano “assassini” e “puttane, poi però si facevano tutti vaccinare. Ma ci sono anche momenti in cui si ride tanto. Non abbiamo avuto nessuno col braccio finto in silicone, ma una volta venne un paziente travestito da pecora “per l’immunità di gregge”...». —

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