Il Tirreno

Livorno

Mercato show: gioia tra i banchi con i figuranti e il vernacolo

Matteo Scardigli
Mercato show: gioia tra i banchi con i figuranti e il vernacolo

Alle Vettovaglie fare la spesa è come essere a teatro «Un successo, clienti protagonisti». «Iniziativa da ripetere»

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Matteo Scardigli

LIBVORNO. «Da signorina faccio Aldo Corsi, da sposata sono Cafiera e lei è la mi' figliola Cesarea. C' ha anco una sorella che di nome fa Fiona, lo vòi sapé perché?». A un livornese ci vogliono 100 lire per farlo cominciare e mille per farlo smettere, recita il proverbio, e di aneddoti e storie ieri il Mercato Centrale ha fatto la spesa grazie alle maschere vernacolari di Corsi e Alessio "Cesarea" Nencioni (anche loro hanno ruscolato qualcosa, a suon di gentili omaggi eno-gastronomici), membri storici delle Compagnie Livornesi Riunite accompagnati tra i banchi delle Vettovaglie da un corteo di popolo e nobiltà, con i figuranti in costume delle Gabbrigiane e de La Livornina coordinati dalla regia di Franco Bocci.

Uno spettacolo, tuttavia, fin troppo "esclusivo". «Loro sono la testimonianza di una tradizione labronica che esiste ancora e di cui si sente la mancanza. Iniziative come questa andrebbero ripetute più spesso, meno male che c'è chi ci pensa», racconta Patrizio Ercoli, titolare della macelleria equina-bovina-suina. E così un'uggiosa Immacolata riserva una gradita sorpresa anche ai clienti del Mercato, come spiegano Sonia Tognaccini e Giancarlo Caroti: «Vederli girare tra i banchi è un piacere. Anzi, ci vorrebbe che venissero tutti i giorni», spiega la moglie, col marito che – cogliendo la palla al balzo – commenta che «in questo modo vengo con la mia signora a fare le compere e allo stesso tempo posso dire che la porto a teatro».

L'allegra combriccola regala risate ovunque vada, ma si lascia dietro anche qualche riflessione. «Peccato solo che oggi è facoltativo stare aperti. Se ci fosse stato l'obbligo di tenere alzata la saracinesca ci sarebbero stati molti più clienti, bastava un po' di organizzazione in più», osserva Manola Bernini del banco "Bellandi detersivi e profumi". Poi precisa: «Iniziative così le fanno nei centri commerciali, ma questo è un centro del fresco. Non si può pubblicizzarla all'ultimo e pretendere che una panetteria ordini prodotti che poi rischia di dover buttare».

Sottolinea la presenza di pochi acquirenti anche Letizia Mentessi dal bancone della polleria omonima, che però conserva lo spirito delle Feste: «Oggi c'è poca gente ma almeno si ride, e si veniva comunque per addobbare il Mercato; che è casa nostra. Il bello è che tanti dei figuranti sono nostri clienti abituali. Da quando c'è il Covid c'è stato un ricambio generazionale, ci sono molti più giovani e specialmente il sabato; mi sarebbe piaciuto che i due mondi si incontrassero».

Il vernacolo infatti conquista tutti con la sua universalità. «Abbiamo fatto il filmato, che ora va dritto agli amici di Napoli», raccontano Ciro Pisani, Stefano Capasso e Giustino De Rosa, amministrativi Moby trasferiti dal capoluogo partenopeo e capitale italiana del teatro popolare. E infatti precisano: «Ogni rappresentazione ha la sua particolarità. Questa di certo affascina e assolutamente non sfigura».

Da Nord a Sud così come da Ovest a Est, la livornesità trascina anche la costa adriatica (e fa fare bella figura agli autoctoni). Franco Garzelli infatti butta lì un «io sono livornese, sono di casa», e se la ride mentre Linda Bouisson, trapiantata dal capoluogo toscano a Rimini, sperimenta «un salto indietro nel tempo», e la riminese doc Loretta Zannoni si gode «un'immersione nella Storia di un'altra città».

L'altro lato della medaglia è che il vernacolo, si sa, non risparmia nessuno. «Fa bene esser presi un po' in giro, aiuta a sviluppare autoironia». Lo dice il "King of Pasta" Valerio Chiesa dopo averne prese da Cafiera e Cesarea: «Il Mercato è un teatro naturale, ed eventi come questo fanno sentire i clienti protagonisti. Mi auguro che sotto Natale si riesca a fare un calendario di iniziative in modo tale che le persone possano programmare meglio le visite qui alle Vettovaglie».

E a proposito della prossima uscita, i figuranti Helena Galeone e Andrea Liguori promettono: «Abbiamo conosciuto La Livornina ad agosto grazie a Marco Conte del teatro Vertigo e questa è la nostra seconda manifestazione dopo quella in Fortezza Nuova, molto più formale. Qui invece è molto difficile rimanere impassibili, ma miglioreremo».

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di Redazione web