Gioco
«Condizionatori rumorosi» Ordinato lo stop al Palazzo
L’atto del Comune dopo alcuni esposti. I gestori: «Impossibile fermarli ora, dovremmo chiudere. Faremo subito un controllo, ma nessuno ci ha informato...»
Juna Goti
livorno. L’ordinanza è stata firmata dal sindaco a meno di tre settimane dal Natale. Dice che l’Hotel Palazzo, il cinque stelle simbolo del lungomare livornese, deve spegnere immediatamente gli impianti di condizionamento a servizio della struttura. In altre parole la centrale termica che si trova all’esterno, sul retro dell’edificio, e che non solo garantisce l’aria condizionata d’estate, ma anche il riscaldamento in inverno. Perché? Perché fa troppo rumore e disturba il vicinato.
Gli atti raccontano che tutto è nato da alcuni esposti che nei mesi passati sono stati inviati al Comune dai residenti della zona. Esposti che il 24 settembre scorso hanno portato i dirigenti del municipio (atto numero 7154) a ordinare alla società Livorno Touring srl di «eseguire, entro 30 giorni dalla notifica, interventi di mitigazione del rumore tali da riportare entro i limiti di legge le immissioni acustiche negli ambienti di vita limitrofi» e di presentare poi, «entro i successivi 15 giorni dalla conclusione degli interventi», una «relazione di impatto acustico redatta da un tecnico competente in acustica ambientale», in modo da verificare il rispetto dei limiti imposti dalla legge in materia di rumori.
Ma a oggi, si legge nell’ordinanza firmata il 6 dicembre (la 364), non è arrivato niente e «in assenza di adeguati interventi di bonifica», l'utilizzo degli impianti «costituisce pregiudizio al benessere psicofisico delle persone che abitano nelle vicinanze». Così si ordina «l'interdizione immediata dell’utilizzo degli impianti esterni di condizionamento a servizio dell'Hotel Palazzo». Sottolineando che prima di poterli riattivare il Palazzo deve «provvedere all'esecuzione di interventi di mitigazione del rumore».
L’ordinanza è indirizzata alla Livorno Touring, perché in Comune scrivono di avere «accertato» che gestisce l’hotel. Peccato che non sia così. E qui ecco la seconda parte della storia, a tratti paradossale.
A gestire il cinque stelle è da tempo Uappala, attraverso la società Tuscany Wellness. Ed è proprio dalla direzione di Tuscany Wellness che ieri hanno risposto di non sapere niente dell’ordinanza del sindaco. «A noi non è stato notificato alcun atto. Né pochi giorni fa né a settembre». L’unico fatto di cui dicono di essere a conoscenza è una multa di circa 2mila euro fatta la scorsa estate all’hotel dopo l’esposto di un residente. E di avere per questo contattato la società che «a suo tempo (parliamo di almeno una decina di anni fa) ha installato gli impianti ottenendo tutte le certificazioni di idoneità e che è la stessa che fa la manutenzione e il controllo delle emissioni».
«Siamo incorsi in una situazione paradossale – reagiscono così dalla direzione – perché gli atti sono stati spediti alla Livorno Touring e non a noi, che apprendiamo dal Tirreno di questa ordinanza...». In effetti almeno l’ultimo atto risulta spedito alla sede pisana della Livorno Touring, all’imprenditore Andrea Bulgarella (il proprietario del Palazzo, qui citato in qualità di presidente del cda) e all’amministratore della stessa società, oltreché a polizia municipale e Arpat. Se stesse a qualcuno di questi soggetti avvisare i gestori, al momento non è dato saperlo.
Sta di fatto che la direzione dell’albergo lo dice senza girarci troppo intorno: «Spegnere gli impianti a dicembre vorrebbe dire chiudere l’hotel, non possiamo farlo. Domani (oggi, ndr) faremo subito intervenire la società che se ne occupa, anche per verificare eventuali inefficienze: se verrà fuori che siamo dentro i parametri di legge chiederemo al Comune di rivedere la sua decisione, altrimenti faremo immediatamente il necessario». «Ma l’ordinanza – ripetono – è stata indirizzata a un gestore che non siamo noi...».
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