Gioco
Si ferma anche il blocco dei camion in vista dell’incontro di domattina
La mobilitazione di Fita Cna per ritardi e file
Livorno. La trattativa di «quasi nove ore» ha riguardato il braccio di ferro fra Tdt e sindacati ma quell’intesa (e la revoca dello sciopero dei lavoratori) ha portato con sé anche la sospensione dell’altra metà della protesta che aveva nel mirino la Tdt: quella promossa dalle imprese Cna del settore autotrasporto. Lo stop all’andirivieni dei camion nel principale terminal container era stata già messa in atto lunedì e ieri con effetti choc: varchi quasi deserti, l’esatto opposto di quel che accade tutti i giorni.
La decisione è stata presa in una assemblea che si è tenuta davanti all’ingresso del terminal, alla luce delle torri-faro perché innescata dall’esito della protesta dei sindacati. E dal fatto che è stato «ottenuto un incontro con la dirigenza del Terminal Darsena Toscana». Appuntamento domattina.
Dunque, i vertici di Fita Cna Massimo Angioli e Alessandro Longobardi, presidente il primo e coordinatore il secondo, hanno annunciato ieri sera che è stato «sospeso con effetto immediato» il blocco dei servizi di ritiro e consegna contenitori al terminal Tdt. Mettendo però l’accento su un aspetto: è solo una sospensione, le questioni restano tutte da risolvere e la categoria è «pronta a fermarsi nuovamente qualora non venga assicurato il livello dei servizi richiesto dalle imprese di autotrasporto».
La riprova? Il fatto che per due giorni, a causa dello stop deciso da Fita Cna, i piazzali siano «rimasti completamente vuoti al posto del migliaio di transiti giornalieri». Niente – aggiungono Angioli e Longobardi – può rendere meglio l’idea di come «la sopportazione della categoria è terminata».
Dietro la protesta ci sono gli «insopportabili disservizi attualmente presenti a danno delle imprese di autotrasporto ed ai relativi costi che nessuno gli rimborsa». L’avevano ribadito i due dirigenti Cna dando il via al blocco. Già nei mesi scorsi il problema delle lunghe attese e degli sprechi di tempo era stato portato sotto i riflettori dalle imprese artigiane Cna, ma guardando all’insieme dei terminal anziché uno solo: prima dell’estate era partito lo stato di agitazione per denunciare le perdite di tempo in «code interminabili ai varchi senza neppure poter scendere dal mezzo», era stato poi compiuto un lavoro di verifica insieme all’Authority per individuare i punti critici. Alcuni intoppi, in particolare da Lorenzini, erano stati risolti o comunque si stava cercando di sbloccare l’impasse. Poi in autunno invece un nuovo appesantimento della situazione: solo la mediazione dell’Authority aveva evitato in extremis uno stop di tre giorni a metà ottobre, che anche in quel caso si sarebbe sommato agli scioperi dei lavoratori dipendenti.
Su questa stessa vicenda era intervenuta anche Assotir, dal quartier generale di Santa Croce sull’Arno. Per Maurizio Bandecchi, numero uno regionale di questa sigla, la soluzione c’è: «Come già sperimentato in altri porti, occorre istituire una filiera certificata ed indipendente di tracciabilità degli ingressi e delle uscite e relative operazioni intermedie in modo da individuare i nodi critici su cui intervenire». E il responsabile settore portualità, Patrizio Loffarelli, rincara: con l’Authority bisogna stabilire «procedure e tempi certi per le operazioni portuali, ma soprattutto chiedere la “dichiarazione dei servizi minimi garantiti” dal concessionario all’utenza, generando così un dato certo».
M.Z.
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