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Livorno

«La repressione non è la strada giusta»

Alessandro Lazzerini
«La repressione non è la strada giusta»

Parlano tre presidenti dei club: «I fatti accaduti a Piombino non devono ripetersi, torniamo a parlare con il questore»

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Alessandro Lazzerini

livorno. Il questore Roberto Massucci ha messo la lente d’ingrandimento sui tifosi dopo i fatti accaduti nelle scorse settimane. L’attenzione in particolare sulla Curva nord, per il mancato rispetto delle norme anti-Covid. Una linea dura che ha fatto notizia tra i supporter e alcuni di loro hanno espresso le proprie opinioni. Come Gianni Cecchi, presidente del Club Milano Amaranto. «Sicuramente i fatti accaduti a Piombino hanno messo i tifosi nell’occhio del ciclone. E quelle sono stupidaggini che non devono accadere anche perché danneggiano la società e la squadra con multe e squalifiche del campo, senza pensare che ci sarebbe potuto essere lo 0-3 a tavolino. Ad esempio i quattromila euro spesi per la multa potevano essere utilizzati per un giocatore nel mercato invernale e non va bene per rispetto a Toccafondi e per chi si impegna a risollevare il Livorno. Per quanto riguarda le mascherine credo che sia difficile riuscire nell’obiettivo, considerando anche il fatto che si gioca all’aria aperta. Se guardiamo le partite in televisione, negli altri stadi di tutta Italia la situazione è la medesima, per questo mi pare un po’ una forzatura. Quando fu presentato il questore nei mesi scorsi mi è sembrata una persona aperta al dialogo e credo questa possa essere la via migliore».

Un suggerimento quello di un summit che trova d’accordo anche Curzio Galatolo dello storico club Magnozzi. «Non sono d’accordo con la repressione e non credo possa essere la soluzione. Penso invece che un confronto possa rivelarsi utile. Il tifo è fondamentale per la squadra e per divertirsi allo stadio, altrimenti sarebbe un mortorio. Il colore, le bandiere e il resto sono anche belli da vedere, però serve rimanere nei limiti della civiltà ed evitare quanto successo a Piombino, perché può solo danneggiare la squadra. E sappiamo come storicamente siamo visti in maniera particolare rispetto ad altre tifoserie. Sono stato giovane anch’io e capisco l’entusiasmo e la passione dei ragazzi perché sono cose che alla loro età ho fatto».

Un discorso e una visione riprese da Corrado Nastasio, simbolo del club “Il Porto”. «La curva è fondamentale per sostenere la squadra soprattutto nei momenti difficili, ma dobbiamo darci una regolata rispetto a quanto accaduto le scorse settimane. Sulle dichiarazioni del questore mi auguro che possa esserci un ragionamento collettivo, prima di fare multe e daspo. Insieme si può trovare una soluzione, anche se la curva un po’ in tutti gli stadi è così e nasce così. Di sicuro non sarà facile, ma la linea dura non credo possa portare alla soluzione migliore».

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