Il Tirreno

Livorno

«Paga ferma al 1993»: detenuto vince la causa e ottiene quasi seimila euro dal ministero

Stefano Taglione
Detenuti al lavoro a Gorgona
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Detenuti al lavoro a Gorgona

Livorno: ha lavorato a Gorgona come mungitore, giardiniere e aiuto-agricoltore. La giudice rivede gli stipendi e riconosce la quattordicesima

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LIVORNO. Il ministero dovrà pagargli 5.869,08 euro. Questa la decisione della giudice del lavoro del tribunale di Roma Anna Maria Lionetti, in una sentenza depositata lo scorso 29 novembre, che ha condannato il dicastero della Giustizia a risarcire un ex detenuto del carcere delle Sughere, che aveva lavorato dal novembre 2016 al settembre 2017 come mungitore, giardiniere e aiuto-agricoltore (anche nella colonia penale agricola di Gorgona).

Un cinquantanovenne – originario di Aversa, in provincia di Caserta – durante la detenzione (nel conto c’è anche il periodo trascorso nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, in Campania, dal marzo al giugno 2016 in cui aveva operato come scopino) avrebbe ricevuto delle spettanze inferiori rispetto a quanto stabilito. «Una mercede – si legge negli atti della causa civile intestata con successo dalla sua avvocata, Tiziana Ilice – inferiore ai minimi retributivi dei contratti collettivi nazionali di lavoro». «Le somme corrisposte a titolo di tredicesima mensilità, indennità sostitutiva di ferie e Tfr – si legge ancora – erano inferiori ai minimi dovuti e nulla era stato corrisposto a titolo di quattordicesima mensilità».

La giudice ha stabilito come vada «riconosciuto il diritto al pagamento della quattordicesima mensilità nella misura prevista dai contratti collettivi richiamati, atteso che l’applicazione parametrica del contratto collettivo nazionale di lavoro obbliga il datore di lavoro al riconoscimento degli istituti retributivi di natura convenzionale». «La retribuzione del mio assistito, così come previsto dalla legge – spiega Ilice – veniva già decurtata di un terzo dal ministero, ma il problema è che le paghe erano ferme al 1993, dato che la commissione ministeriale non si era mai riunita per aggiornarle. Quindi, nel 2017, lui veniva pagato come un detenuto nel ’93. Oltre alla quattordicesima la giudice ha riconosciuto l’emolumento da me richiesto, già decurtato di un terzo come previsto». Il ministero dovrà inoltre pagare le spese processuali per 1.540 euro.

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