Finalmente la bretella Si collauda il ponte tra Salviano e il distretto
Con la messa in sicurezza del rio Maggiore tra via dei Pelaghi e via Impastato cambia anche il traffico in uno snodo chiave per i quartieri fuori dal centro
Juna Goti
livorno. «Il ponte è finito. La struttura è pronta. Siamo in fase di collaudo». Da anni, per chi vive a Salviano (e non solo), queste frasi sono quasi un miraggio. Da anni, infatti, questo pezzo di città, che nel frattempo è cresciuto con la costruzione di interi quartieri, aspetta il completamento della famosa e famigerata bretella che deve collegare via dei Pelaghi e via Peppino Impastato, dove si affacciano anche il deposito dei bus e il distretto socio sanitario della Asl. Doveva essere il consorzio Edilporto a costruire l’ultimo fondamentale tassello, ovvero il ponte sul rio Maggiore, invece alla fine ci ha pensato il Genio civile della Regione, quando ha aperto i cantieri per la messa in sicurezza del territorio dopo l’alluvione. La notizia è che ora, a un anno dall’avvio dei lavori, il ponte che collega il cuore di Salviano con la grande arteria del Levante è praticamente pronto.
«La struttura è finita, siamo in fase di collaudo», conferma il dirigente del Genio civile, Francesco Pistone: «L’impresa sta completando le opere accessorie. Gli operai stanno sistemando i piani stradali, poi faranno i manti bituminosi lungo la carreggiata e sui marciapiedi. La prossima settimana monteranno l’illuminazione, poi toccherà alla segnaletica orizzontale e verticale...». «Ci piacerebbe aprire il ponte – fa quindi sapere il dirigente – entro la fine dell’anno: il tempo non ci sta dando una mano, perché sta piovendo molto, ma ce la stiamo mettendo tutta per inaugurare l’area per le feste natalizie. Ripeto, condizioni climatiche permettendo. In ogni caso siamo in dirittura d’arrivo».
Le foto raccontano come è oggi l’ampio attraversamento che sarà aperto al traffico nei due sensi di marcia.
Parliamo di un’opera chiave sul fronte della sicurezza. Il rio Maggiore è tornato a ricordarcelo anche ieri: quando nel pomeriggio la pioggia ha iniziato a scendere forte, il fiume ha cominciato a correre veloce lungo il suo tracciato, tra le case e gli impianti sportivi, con l’acqua diventata color fango. Questo è uno dei corsi che ha fatto più danni nella notte tra il 9 e il 10 settembre del 2017: a Salviano ha invaso cortili, case, garage. E arrivato nella zona dello stadio, dove stanno andando avanti i lavori di stombamento, si è portato via un’intera famiglia.
«Dopo l’alluvione – ricorda Pistone – avevamo fatto una serie di lavori in somma urgenza per mettere in sicurezza l’alveo del fiume all’altezza di via di Salviano. Ora Abbiamo realizzato anche nuove scogliere di protezione e opere di contenimento intorno al ponte, che è stato dimensionato per contenere una piena simile a quella del 2017».
L’opera, insomma, è importante dal punto di vista della sicurezza, anche perché permetterà di demolire e ricostruire il ponte di via di Salviano, che quella notte diventò un pericoloso imbuto lungo la corsa del rio impazzito. Ma è importante anche sul fronte della mobilità. Perché di fatto collegherà due pezzi di città diventati negli anni super edificati: da una parte Salviano, Magrignano e giù di lì Porta a Terra; dall’altra La Leccia, La Scopaia e via del Levante, che corre verso la Variante e il Nuovo Centro. Aprire la bretella dovrebbe quindi portare ad alleggerire il traffico dentro Salviano.
Se si guarda indietro nel tempo e ci si mette a fare un po’ di conti, si scopre che sono dodici anni che Livorno aspetta quest’opera. Edilporto, che poi ha avuto i noti guai finanziari, avrebbe dovuto realizzarla dopo avere ottenuto i permessi per costruire il Borgo di Magrignano: la convenzione tra Comune e Consorzio che mise nero su bianco le opere da fare era datata 2005, ma il permesso a costruire la strada di collegamento partendo da via dei Pelaghi era del maggio del 2009. Quando nel novembre del 2016 il Caffè Tirreno fece tappa a Salviano, raccogliendo l’appello di residenti e commercianti nelle stanze del suo storico circolo, la bretella (indicata sullo stradario come via Conti) era stata quasi completamente realizzata, sia lato via dei Pelaghi che lato via Impastato. Era pronta ma chiusa e già invecchiata (qualcuno si era portato via pure i tombini in ghisa) in attesa del famoso ponte. Che ora, finalmente, sta per essere inaugurato.
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