Gioco
Ecco “ I ronzinanti” Un libro solidale in vendita col Tirreno
Elisabetta Arrighi
LIVORNO. La copertina è emozionante, con i disegni stilizzati e coloratissimi che raccontano un mondo sospeso fra realtà e fantasia. Il libro si intitola “Ronzinanti. Noi copiamo loro” con il sottotitolo “Un murale per Oami”, una onlus (Opera assistenza malati impediti) che si occupa di disabilità psichica a Livorno da 25 anni. Il centro intitolato ad Emilio Cagidiaco si trova in Borgo S. Jacopo e comprende una casa-famiglia che ospita 12 persone e un centro diurno.
Ed ecco allora che quello dei “ronzinanti”, soggetto-progetto ispirato a Miguel de Cervantes e al suo “Quijote” diventa un percorso che una volta giunto a traguardo è stato riassunto anche in un volume edito dalla casa editrice livornese Erasmo. Il libro è ora in vendita con “Il Tirreno” al prezzo di 12 euro più quello del quotidiano. Ma partiamo da Don Chisciotte che vaga per le lande della Spagna con a fianco lo scudiero Sancio Panza e soprattutto con Ronzinante, il suo fido cavallo. Che non è semplicemente un cavallo, ma un’idea filosofica che attraversa i secoli: Ronzinante - si legge nell’introduzione al volume - “rappresenta il principio di realtà; vorrebbe tenere i piedi per terra, anzi gli zoccoli, ma la follia del padrone lo porta a cavalcare verso l’ignoto”. I cavalli fanno parte del nostro immaginario e non solo fin dal paleolitico, quando ne furono disegnati ben 364 dai nostri antenati vissuti 18mila anni fa. E poi ci sono i cavalli del mito, a partire da Pegaso, il carro del sole trainato da cavalli bianchi mentre sono neri quelli di Plutone il dio degli inferi. E ancora i cavalli pieni di forza dipinti da Paolo Uccello fino alla testa di cavallo in “Guernica” di Pablo Picasso che “grida il dolore del bombardamento” oppure i cavalli futuristi di Boccioni. E poi c’è l’equilibrio che ispira il cavallo, c’è la cavallina storna che porta “colui che non ritorna” disegnando li confini della morte misteriosa del padre di Giovanni Pascoli e c’è infine Marco Cavallo, “un cavallino che dal 1959 trainava il carretto della lavanderia, dei rifiuti e dei materiali del manicomio di Trieste. Nel 1972, quando venne decisa la macellazione per vecchiaia, i ricoverati del manicomio scrissero una lettera al Presidente della Provincia chiedendo di recedere da tale decisione e di riconoscere al cavallo una meritata pensione all’interno dello stesso manicomio. Il Presidente accettò la proposta e Marco venne affidato alle cure dei pazienti del manicomio. Sollecitato da questa storia, l’artista Vittorio Basaglia, fratello del noto psichiatra, ideò un’opera eseguita con l’aiuto dei pazienti (…)” che decisero di colorare il cavallo di azzurro proprio per rappresentare, anche con il colore, il sentimento di libertà.
Con un salto temporale che ci porta al 2019 arriviamo a Livorno e al progetto “Ronzinanti” che comincia con la partecipazione ad un concorso pubblico promosso dalla Regione sul Fondo Sociale. “Il progetto riguardava lo sviluppo di un’attività artistica con gli ospiti delle strutture di Oami - spiega lo psicologo Pier Giorgio Curti direttore del centro livornese - Abbiamo così intercettato le artiste del collettivo Uovo alla Pop e il progetto ha preso vita sviluppandosi in due tempi. Il primo ha riguardato la realizzazione di un laboratorio espressivo su Don Chisciotte durante il quale gli ospiti del centro hanno scelto di lavorare sulla figura del cavallo Ronzinante. Il secondo tempo - prosegue Curti - ha invece riguardato le storie di tanti Ronzinanti. Ognuno dei partecipanti al laboratorio ha infatti disegnato infatti il ‘suo’ Ronzinante, dodici in tutto, ciascuno con le proprie caratteristiche. Da quello a tre zampe a quello a sei peli, da quello con le gambe storte a quello con due code… La poetessa Viola Barbara ha poi trasformato in brevi racconti le storie di ogni Ronzinante”. Tante piccole grandi storie, flash reali e virtuali. E infine il muro di Oblo Creature, ovvero il murale - obiettivo finale del progetto - che è stato realizzato sulla facciata interna della sede Oami di Borgo S. Jacopo. Con l’ulteriore step della pubblicazione del delizioso libro che racconta questo importante “percorso di integrazione” fra il centro Oami e la città. Fra l’altro il murale fa parte del percorso urbano dedicato ai murales, ciascuno dei quali affronta e mescola aspetti sociali ed artistici. Tornando al libro, nell’intervento “Noi copiamo loro” Viola Barbara scrive: «Ronzinanti, il nuovo murale di Oblo per la casa famiglia Oami è una trasposizione muraria di tutti i cavalli disegnati dai ragazzi-allievi durante i laboratori di pittura creativa fatti insieme a Uovo alla Pop prima della pandemia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
