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Coppa del Mare, ma d’inverno Dopo 6 anni torna la gara clou

Carlo Abete
Coppa del Mare, ma d’inverno Dopo 6 anni torna la gara clou

Oggi al Caprilli si corre la sfida delle sfide: ecco la storia di cavalli e fantini che l’hanno resa grande, da Barcarola ad Alan Ford fino a Too Much Trouble

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Carlo Abete

livorno. Finalmente oggi nel primo pomeriggio torna la Coppa del Mare: sono trascorsi sei anni dalla disputa dell’ultima “classica” del circuito labronico. Ultima e forse anche più drammatica edizione dell'ambita contesa. Come molti ricorderanno la corsa fu funestata dalla rovinosa caduta, che purtroppo costò la vita al vincitore, l’ottimo Too Much Trouble con Marco Monteriso. Un evento forse più unico che raro che avrebbe potuto avere anche dei risvolti ancor più terribili per gli altri partecipanti se il distacco inflitto non fosse stato netto.

Ma la storia della corsa si è tinta anche di episodi divertenti, di vittorie altisonanti e di grandi campioni venuti a calcare il verde sotto le mille luci dell’ovale labronico. E a proposito di luci: quella di quest'anno sarà una Coppa un po’ snaturata visto che si correrà di pomeriggio e d’inverno. La speranza è di rivederla in estate e soprattutto sotto l'illuminazione artificiale. Intanto dopo innumerevoli peripezie torna il nostro handicappone. Tra l'altro, dopo il sopralluogo fatto da fantini e commissari la scorsa settimana, si è deciso di riportarlo sulla distanza tradizionale dei 2250 metri, anche se è rimasto il “veto” delle dieci unità come numero massimo di partecipanti.

Dicevamo dei mille aneddoti che hanno fatto la storia della corsa. A partire dalla prima edizione, correva l'anno 1938 e solo dodici mesi prima, esattamente il 18 luglio 1937, era stato inaugurato l'impianto di illuminazione con 274 lampade da 1500 watt poste lungo il perimetro della pista. Proprio in quegli anni poi fu introdotta la scommessa dell'accoppiata che andava ad aggiungersi ai tradizionali vincente e piazzato. Tuttavia non esistevano i sofisticati sistemi informatici che ci sono oggi per elaborare le giocate e la nuova scommessa si poteva effettuare solo nelle corse con un numero di partenti non superiore a undici. La prima edizione ne registrò ben dodici e l'accoppiata non fu giocata. Ci pensò però Barcarola, questo il nome della giumenta che ha dato il La alla storia della Coppa, a fare saltare il banco: era l'estrema outsider del campo ed era offerta pensate a cento contro uno.

Gli arrivi a sorpresa hanno spesso caratterizzato l'epopea del clou ardenzino: anche tanta passione e foga, lo sprone dei diecimila e più assiepati sugli spalti. Arrivi concitati e a volte qualche colpo proibito di troppo come in occasione della Coppa andata in scena nel 1973. A vincere anche in quel caso fu uno dei soggetti meno accreditati un peso piuma, tale My Sin in trasferta dal Casalone di Grosseto. Gli stewards notarono delle scorrettezze e dopo lunga disamina decisero di retrocedere il maremmano addirittura al terzo posto. Fu così promosso vincitore Milagro della Scuderia Edoardiana con un giovane Alduino Botti ai comandi. È stato l'unico successo di Botti come fantino. Ne arriveranno però diversi altri in veste di trainer, sempre condivisi col fratello Giuseppe.

Come detto tanti campioni sono transitati al Caprilli: val la pena ricordare quelli che sono riusciti a vincerla due volte, evento abbastanza raro. Il primo è stato Hicpress con il bianco e verde della pisana Razza Vallelunga, fucina di grandi purosangue a cavallo degli anni Settanta. Con Hicpress, a segno nelle edizioni 1975 e 1976, sale alla ribalta uno dei fantini livornesi più noti, Ovidio Pessi, ribattezzato dagli appassionati labronici “Il bimbo delle Sorgenti”.

Il purosangue che forse ha lasciato più il segno nella memoria dei livornesi è stato Alan Ford, che si lega a doppia mandata con Vincenzo Di Maggio, che oltre ad esserne stato abile interprete, ne era anche trainer e comproprietario. Siamo negli anni Ottanta e l'importato si impone nel 1983 e pure l'anno successivo. Merita un cenno pure la doppietta di Danse A Midi di Mario Mugnai. Siamo ormai giunti agli anni Novanta e il figlio di Jareer fa suo l'handicappone con Augustin Herrera nell'agosto del 1995. L'anno successivo non è però tra i partecipanti, ma durante la serata si scatena un vero e proprio fortunale e il convegno viene annullato. Mai Giove Pluvio è stato così di buon auspicio...la giornata e la Coppa vengono infatti recuperati qualche giorno più tardi: Danse A Midi questa volta è dichiarato tra i partenti e con Giovannino Forte ha ragione di Haig Point interpretato da Pablo Tolentino.

L'ultimo “doppio” in ordine di tempo è quello conseguito da Derviscio nelle estati del 2007 e 2008. Entrambe le volte in sella all'allievo di Marco Gasparini troviamo il bravo Ninetto Murru.

Tra i fantini i più prolifici vanno ricordati Idalgo Gabbrielli, Sergio Fancera, Vittorio Panici e, in tempi più recenti, Stefano Landi che hanno brindato per ben tre volte in Coppa. Infine un piccolo “cadeau” all'allenatore che riteniamo sia stato il più bravo al Caprilli, perlomeno per quanto riguarda l'attività degli ultimi decenni: ormai ha appeso sella, briglie e quant'altro al chiodo, ma Saro Pecoraro fa parte della storia dell'ippodromo e con Perfect Partner, all'apice di una carriera fatta di una miriade di vincitori poco conosciuti ma indispensabili per far girare tutto il carrozzone del “turf”, è riuscito a cogliere la vittoria più prestigiosa.

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