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Calcinacci sull’auto, il giudice condanna il ministero della Giustizia a pagare i danni
Livorno: la Fiat 500 regolarmente in sosta sugli scali del Vescovado fu colpita dal crollo di intonaco dalla facciata del tribunale
LIVORNO. Aveva parcheggiato la sua Fiat 500 sugli scali del Vescovado, accanto alla facciata del tribunale penale di via Falcone e Borsellino. Era il 9 luglio del 2018 quando la livornese Anna Arbore, tornata per riprendere la sua macchina regolarmente in sosta, l’aveva trovata danneggiata in più parti (in particolare sul cofano anteriore e sul tetto panoramico) a causa della caduta di intonaco e calcinacci.
Per questo la giudice di pace livornese Emanuela Ercolini ha condannato il ministero della Giustizia a risarcire la quarantaquattrenne proprietaria del mezzo – assistita dall’avvocato Stefano Scalise – per 4.146 euro, oltre a 1.427,60 euro di rimborso per le spese legali sostenute. Il dicastero, difeso dall’Avvocatura dello Stato, dopo aver rifiutato la conciliazione si era difeso contestando la cifra richiesta – la stessa che ha poi scritto nero su bianco la giudice nella sentenza – e ritenendo che fosse l’amministrazione municipale, proprietaria della struttura, l’ente responsabile e deputato a risarcire l’automobilista.
Il legale della donna aveva chiamato in causa, infatti, sia il ministero che il Comune di Livorno, appunto proprietario dell’edificio, ma la giudice ha stabilito come il crollo avvenuto dalla facciata esterna – dove intervennero immediatamente vigili del fuoco e polizia municipale per la messa in sicurezza e per effettuare i rilievi – sia stato causato «dall’omessa manutenzione straordinaria» del palazzo, non essendo stato provato che il tutto sia stato provocato da «un difetto di manutenzione o un vizio di costruzione», si legge nella sentenza. «Il carrozziere (la carrozzeria Gozzoli Group) rileva che anche le due portiere erano state danneggiate – scrive la giudice di pace – precisamente graffiate a causa della caduta dei calcinacci che, dopo essere cascati sul tettino, erano scivolati lungo le portiere per poi finire in terra».
Sulla quantificazione del danno, appunto contestata dall’Avvocatura dello Stato, la giudice ha spiegato che «mancando una contestazione specifica per il quale il danno richiesto debba ritenersi eccessivo, alla luce della sentenza della Corte di Cassazione 27624/2020 si deve ritenere la quantificazione del danno corretta». Per altro, l’importo, è quello della fattura del carrozziere, già saldato dalla proprietaria della 500. Il ministero della Giustizia dovrà anche pagare le spese legali sostenute dal Comune di Livorno per difendersi, quantificate in 1.205 euro.
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