Il Tirreno

Livorno

cgil cisl uil all’attacco, E l’usb accusa 

Tdt, due ore di sciopero ogni giorno fino al 15

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LIVORNO. Di nuovo in sciopero i lavoratori delle banchine: accade al terminal contenitori Tdt con gli addetti che incrociano le braccia «per due ore al giorno dal 1° al 15 dicembre per il mancato rinnovo del contratto integrativo». A segnalarlo sono Giuseppe Gucciardo (Filt Cgil), Gianluca Vianello (Uiltrasporti) e Dino Keszei (Fit Cisl) sottolineando che la protesta è «indetta e sostenuta con forza dalle segreterie provinciali»: in mancanza di «risposte concrete da parte dei vertici aziendali» si andrà avanti fino alla metà del mese.

Nel frattempo via Facebook il sindacato di base Usb Porto ha dato sì il proprio sostegno ai lavoratori della Darsena Toscana «impegnati in una dura vertenza per l'integrativo». Ma polemizzando duramente con le organizzazioni confederali: accusate di aver «comunicato lo stop allo stato di agitazione nelle aziende portuali» mentre gli addetti del terminal hanno proseguito la lotta.

«Il comportamento dell'azienda, leader nella movimentazione di container, è inconcepibile»: è il giudizio di Gucciardo, Vianello e Keszei: «L’ultima intesa sul rinnovo del contratto integrativo risale al 2013, negli ultimi anni a quell'intesa sono state applicate soltanto piccole modifiche». Non solo: i sindacalisti delle sigle Cgil Cisl Uil ribadiscono che la trattativa vera e propria sul rinnovo dell’integrativo è «iniziata a fine 2019 ma ad oggi non è ancora stato raggiunto un accordo»: un confronto – si afferma – «lungo e sofferto», nel quale i 300 dipendenti Tdt «hanno come sempre dimostrato senso di responsabilità e serietà». Il messaggio alla controparte è esplicito: «Adesso è però arrivato il momento che anche l'azienda faccia la propria parte, anche alla luce degli importanti risultati economici raggiunti in questi anni. I lavoratori, per la professionalità dimostrata e per la dedizione con cui svolgono il proprio dovere, si meritano un riconoscimento salariale dignitoso».

Dal canto suo, l’Usb rimacarca che si schiera anche al fianco dei «precari a cui non è stato rinnovato il contratto». Il sindacato di base crede «utile e necessario» in questa fase «estendere la solidarietà tra lavoratori e proseguire in una vertenza che interessi tutto il nostro porto»: macché “stagione di dialogo”, insomma.

Quanto alle scelte sulla manodopera, per l’Usb bisogna puntare alla «creazione di un polo unico di manodopera nel porto di Livorno (sull'esempio di Genova): polo unico e non un semplice “allargamento” del soggetto art. 17».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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