«Non useremo soldi pubblici per fare interventi privati»
livorno. Hanno scatenato parecchie reazioni ieri in Comune, e non solo, le dichiarazioni degli esponenti della Lega – la capogruppo Costanza Vaccaro e il responsabile del settore urbanistica Vito Borrelli – sul concorso di progettazione voluto dalla giunta Salvetti per via Grande. Tanto che sindaco e assessora all’urbanistica hanno reagito convocando per stamani una conferenza stampa.
Ma cosa hanno detto Vaccaro e Borrelli? In sostanza che il concorso, che prevede l’invio dei primi progetti entro gennaio, è «viziato da irregolarità amministrative», come ha ripetuto anche ieri Borrelli. E questo soprattutto per due poste di spesa possibile, per 1,2 milioni, «per lavori da farsi ai sottoservizi dei fabbricati, impianti di natura privata». Tubi del gas, dell’acqua e così via. «Ma il Comune non può stanziare soldi pubblici per lavori che non gli spettano», hanno ripetuto prima di chiedere di ritirare il bando e annunciando ricorsi alla Corte dei conti.
Parole dure che meritano un approfondimento. Anche perché stiamo parlando della principale via del centro e di un’operazione che varrà almeno 3,2 milioni di euro.
Le due poste di spesa cui fanno riferimento dalla Lega sono associate, al paragrafo 1.5 del concorso, a «Impianti meccanici a fluido a servizio delle costruzioni» (400mila euro) e a «Impianti elettrici e speciali a servizio delle costruzioni - singole apparecchiature per laboratori e impianti pilota» (800mila euro).
«A conferenza stampa risponderemo con conferenza stampa e insieme al sindaco daremo i chiarimenti opportuni dopo questa uscita infausta», reagisce in prima battuta l’assessora Silvia Viviani. «Ma non c’è niente di illegittimo nel concorso. Chiariremo anche con l’assistenza dei nostri uffici a cosa si riferiscono queste due poste da 400mila e 800mila euro, perché hanno una dicitura molto tecnica. Certamente non riguardano interventi che l’amministrazione intende fare su impianti privati. Non è così. Tra gli interventi che il Comune può fare ci sono quelli legati alla pavimentazione e all’illuminazione dei portici. Quindi questi costi di tipo impiantistico riguardano in parte l’illuminazione pubblica e in parte sono cautelativi per eventuali ripristini che dovessero derivare da danneggiamenti quando interverremo sulla pavimentazione». Insomma, «gli 1,2 milioni non si riferiscono a spesa pubblica su proprietà privata, lo dico in modo chiaro». «In più noi – conclude – abbiamo messo a concorso un vasto ambito che comprende anche piazza Colonnella e largo Cisternino, e potremmo dover lavorare sui sottoservizi delle intersezioni stradali, che sono pubblici».
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