Gioco
«Servono aiuti alle nostre imprese siamo preoccupati per l’occupazione»
Si parla delle aziende Magna, Pierburg, Vitesco, Eni, Gkn «Necessari interventi immediati di Governo e Regione»
LIVORNO. «Stiamo attraversando una trasformazione sulla quale siamo in ritardo. O si interviene o si va incontro a una catastrofe occupazionale». L'assessore al lavoro Gianfranco Simoncini riassume così la situazione dell'automotive nel triangolo Livorno-Collesalvetti-Fauglia, invocando «interventi immediati del Governo a supporto delle nostre imprese insieme a un accompagnamento nella riorganizzazione del settore, supporto dalla Regione e la convocazione – dopo oltre un anno – del tavolo sull'Accordo di Programma per l'area di crisi complessa di Livorno e Rosignano e per parlare anche di Eni». L'occasione è il convegno “Automotive: politiche a sostegno di un settore in cambiamento”, organizzato dal Comune nell'ambito del Patto per la Formazione insieme a Irpet e Movet. Sul tavolo non ci sono solo Magna, Pierburg e Vitesco, che insieme fanno oltre 2 mila lavoratori, ma anche Eni e Gkn.
«La pandemia ha stravolto le possibilità di reggere il colpo, e i piazzali vuoti in porto e le preoccupazioni per la tenuta occupazionale ne sono lo specchio», riassume il sindaco Luca Salvetti. «Abbiamo limitata capacità di incidere perché molte decisioni passano sopra la nostra testa – prosegue – ma possiamo fronteggiare la situazione se abbiamo sul territorio la mente (i centri di ricerca e le professionalità storiche) e non soltanto il corpo. Facciamo massa critica».
L'invito viene raccolto dal primo cittadino di Fauglia, Alberto Lenzi: «La volontà della casa-madre di passare all'elettrico è cosa nota dal 2019. Le competenze per riconvertire e mantenere Vitesco sul territorio ci sono, ma nel Pnrr non ho visto tanti interventi sull'automotive». Il sindaco di Collesalvetti Adelio Antolini, aggiunge: «Su Eni c'è un problema di investimenti di Stato sugli impianti produttivi, su Vitesco (più della metà dei dipendenti vive al di qua del confine comunale) una questione di ampliamento del settore di ricerca e sviluppo in cui la Regione può e deve intervenire, puntando più sull'ibrido che sull'elettrico». La parola chiave è "neutralità tecnologica" , sulla quale offre rassicurazioni Paola Brunetti, dirigente della divisione "Politiche per l'industria di base e space economy" per il Ministero dello Sviluppo Economico. Le carte in mano le ha però Stellantis, e sono carte francesi. «La sfida è accompagnare la transizione salvaguardando ambiente e occupazione. Dobbiamo mettere in campo percorsi di formazione per i giovani ma anche formazione continua per tutti gli altri lavoratori, e proseguire sulla strada degli avvisi pubblici per l'industria 4.0», ribadisce l'assessora regionale alla Formazione professionale e all'Impiego Alessandra Nardini. Per lei: «serve un piano industriale nazionale chiaro». E il collega di giunta, Leonardo Marras: «Serve una politica industriale nazionale verticale, applaudo al tavolo nazionale sull' automotive promosso dal ministro Giancarlo Giorgetti. Abbiamo proposto l'inserimento dell'area livornese con Piombino e Fauglia nell'elenco delle zone ammissibili agli aiuti di Stato anche per le grandi aziende, dobbiamo procedere a un riassetto interno e prepararci a dare risposte rapide alle imprese che richiederanno finanziamenti».
Matteo Scardigli
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