Il Tirreno

Livorno

la protesta 

«Accesso al moletto o porteremo in Comune le chiavi delle barche»

J.G.
«Accesso al moletto o porteremo in Comune le chiavi delle barche»

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livorno. «Se non potremo più venire neanche a fare le manutenzioni, porteremo le chiavi delle nostre barche al sindaco...». Ieri mattina sul lungomare la pioggia veniva giù a cascata, eppure al circolo della pesca del moletto Nazario Sauro c’era il solito pienone: chi era arrivato per controllare che la barca non fosse danneggiata, chi per sistemare un motore, chi semplicemente per fare due chiacchiere. «Sia chiaro eh, non siamo contrari alla pedonalizzazione, sappiamo che in ballo c’è un finanziamento da 1,6 milioni di euro, mica pensiamo che si possa bloccare tutto... ma così non va, l’area resti fruibile per chi la frequenta obbligatoriamente, non possono murarci qui».

Al circolo, che conta 240 soci, sono su tutte le furie. Le voci si accavallano, con sfumature diverse ma posizioni simili. Ci sono il vice presidente Roberto Mazzuoli, il tesoriere Angelo Mollo, l’addetto agli ormeggi Fabio Brizzi, i soci Dino Frilli, Claudio Cavallini, Francesco Scognamiglio e Giancarlo Bernieri. A scaldare gli animi è il progetto di chiusura alle auto del controviale Italia. «Sappiamo che l’ha pensato la precedente amministrazione e che la giunta Salvetti se l’è trovato, ma lo deve gestire e lo sta facendo male», dicono a turno: «Ci preoccupa questa fase di lavori, ma ci preoccupa ancora di più quello che verrà dopo. Questa non è Cala Galera o Porto Cervo, questo è un circolo Arci, ci sono tante persone anche di una certa età che hanno bisogno di raggiungere il moletto. Se devi portare un motore o una batteria come fai? Noi qui, quando è brutto tempo, veniamo anche di notte a controllare le barche. Nogarin mise i posti auto a pagamento così tanti di noi si sono convertiti agli scooter e tanti altri pagano. Ora si perderanno sia i posti auto che decine di parcheggi per i motorini. Abbiamo incontrato due volte l’assessora al traffico: ci ha detto tanti vedremo, faremo, ma per ora soluzioni concrete per noi non ci sono». Perché «il parcheggio alla Bellana è troppo piccolo e sempre pieno, quello all’Acquario è troppo caro e il futuro parcheggio alle ex Officine del Cantiere è troppo lontano. Ci hanno proposto di mettere dei carrelli tipo supermercato alla Bellana e un posto per il carico-scarico sul viale Italia, ma se lo immagina...».

In realtà una proposta sul tavolo c’è: «In Comune hanno detto che stanno pensando di mettere le telecamere e di darci qualche permesso per i mezzi. Ma “qualche” cosa vuol dire...?». E questo è il primo nodo da sciogliere. «Altrimenti – dicono – si riapra una strada di collegamento qui davanti tra il controviale e il viale Italia, perché noi abbiamo necessità di poter entrare».

Dal circolo pesca fanno infine sapere di stare lavorando alla costituzione di un comitato con gli stabilimenti balneari, le attività della zona e alcuni residenti. «Noi da sempre siamo i primi a tenere viva e sicura questa zona: in pochi anni abbiamo speso 400mila euro di pontili galleggianti, fatto la vasca di raccolta perché gli inquinanti non finiscano in mare quando si fa manutenzione alle barche, messo le telecamere, aderito al progetto di recupero delle microplastiche... non possono ignorarci».

Pochi metri più avanti, si affaccia sullo stesso moletto anche il circolo nautico che conta 180 soci, più una trentina di barche. «Per noi l’importante – dice il presidente Giuseppe Guarneri – è che non si mettano barriere fisiche e che si trovi il modo di continuare a fare entrare i mezzi di servizio: i nostri pulmini e i carrelli, che sono regolarmente targati. Poi abbiamo anche alcuni atleti che devono portare la barca su e giù con il mezzo privato». «In più – chiosa – è importante che questo progetto di ciclo pedonalizzazione non ostacoli la futura realizzazione del porticciolo della Bellana...».

J.G.

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