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l’operazione 

Aamps in Retiambiente, cosa cambia per gli impianti

J.G.
Aamps in Retiambiente, cosa cambia per gli impianti

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livorno. Aamps non è più una società tutta del Comune: è entrata ufficialmente in Retiambiente, il maxi contenitore pubblico partecipato da cento comuni di quattro province (Livorno, Pisa, Lucca e Massa) di cui il Comune di Livorno è comunque socio di maggioranza relativa con il 32,98 per cento delle quote.

Un’operazione che fa dire al sindaco Luca Salvetti che «abbiamo realizzato un altro obiettivo del nostro programma» e che di fatto va nella direzione opposta a quella che era stata tracciata in era Cinque Stelle. Salvetti coglie l’occasione per dire che «in due anni abbiamo riorganizzato Aamps partendo dai vertici, per arrivare a cascata ai servizi e al rasserenato clima aziendale» (e qui cita pure il torneo di calcetto del Cral, «ci sono andato la scorsa settimana, erano anni che non lo facevano...»).

Ma nella pratica cosa cambia per i livornesi? «Dal punto di vista dei cittadini non cambia niente, sarà ancora Aamps a svolgere il servizio» dice l’assessore Gianfranco Simoncini. «Ma stare all'interno di una holding – sostiene – porterà benefici importanti». Perché «ora Retiambiente copre il 90 per cento del territorio di riferimento» e perché «è stata incaricata della gestione dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza» e «avere Livorno fuori era una debolezza». «Si va così a sanare – usa poi questa espressione – l’errore che fu fatto a suo tempo, nel 2015, quando Livorno non entrò in Retiambiente. Ora il lavoro si trasferisce sulle spalle di Giovanna...». L’assessora Cepparello, che continuerà ad avere la grana della gestione quotidiana dell’universo rifiuti.

Se dal punto di vista operativo da oggi per i livornesi sembra cambiare poco, attenzione invece a quello che può cambiare se si guarda a lungo (nemmeno troppo) raggio, ad esempio sul fronte degli impianti.

Comune e Aamps hanno confermato anche ieri che l’intenzione è di spegnere l’inceneritore del Picchianti nel 2023. Fino a oggi si è parlato della realizzazione di una serie di impianti alternativi, in particolare uno per il trattamento dell’organico che produrrà compost o biogas e che nel piano dell’azienda vale 35 milioni. Ci sono due aree in ballo e Simoncini non fa mistero che la giunta ha dato indicazione di puntare di più su Vallin dell’Aquila. Ecco: ieri è emerso che in parte anche quel progetto, ampliato, rientrerà nella caccia di Retiambiente ai fondi del ribattezzato Pnrr, perché la società ha in mente di fare di Livorno anche la base per lo smaltimento di verde, sfalci e potature.

«Entro la metà di febbraio – fa sapere il presidente Daniele Fortini – presenteremo i progetti per il Pnrr per un totale di 90 milioni, con investimenti per tutto il territorio e con orientamento legato all'economia circolare. Per il futuro prevediamo la realizzazione a Livorno di altri cinque centri di raccolta rifiuti e la costruzione di due impianti: uno a Livorno per lo smaltimento di verde, sfalci e potature, l’altro a Cecina per lo smaltimento di alghe e residui vegetali che si accumulano sul litorale».

J.G.

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