Il Tirreno

Livorno

Salvetti scrive a Casani e Regione «Voglio spiegazioni su Chirurgia»

Giulio Corsi
Salvetti scrive a Casani e Regione «Voglio spiegazioni su Chirurgia»

Il sindaco sul caso Viti: «Ritardi inspiegabili e inusuali sul concorso per il sostituto del primario»

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Giulio Corsi

LIVORNO. «Dobbiamo chiarire con la direttrice generale dell’Asl e con la direttrice dell’Estar cosa realmente è accaduto e sta accadendo con il concorso per il primario di Chirurgia che vede dei ritardi assolutamente insopportabili ed inusuali». Il sindaco Luca Salvetti non ha intenzione di lasciar perdere in merito ad uno dei temi più caldi riguardanti la nostra sanità, quello della successione di Maurizio Viti alla guida del reparto più importante degli Spedali Riuniti. Successione che a due anni dall’uscita del primario non è ancora stata risolta.

Il sindaco ha scritto proprio ieri una lettera a Letizia Casani, numero uno dell’Asl, e a Monica Piovi, direttrice generale di Estar, l’ente regionale che con tempistiche generalmente secolari gestisce i principali concorsi per la sanità. E che proprio la scorsa settimana ci ha regalato pure una ciliegina, facendo passare avanti il concorso per primario di Chirurgia di Massa rispetto a quello di Livorno (nonostante gli Spedali Riuniti partissero con un “vantaggio” di cinque mesi...), con tutto quel che il “sorpasso” potrebbe comportare sul nome del nuovo primario visto che molti concorrenti si sovrapponevano.

«Lo slittamento del concorso, che si terrà nei primi 15 giorni di gennaio, non è certo dovuto ad inefficienze di Estar o all’intenzione di penalizzare l’ospedale più grande della nostra Asl ma i motivi sono legati ad eventi tecnici», si è affrettata ad affermare la Casani, difendendo Estar e tutto il sistema, dopo che il Tirreno aveva sollevato il caso (per l’ennesima volta).

Il problema è che è proprio il sistema che anche in questo caso mostra tutte le sue falle. E lo scarso peso politico di Livorno purtroppo emerge chiaramente. Basti pensare che il nuovo primario di Cardiologia Emilio Pasanisi, nominato proprio in questi giorni, è arrivato dopo sette anni di attesa (7!), durante i quali il reparto, anche in questo caso non un reparto qualunque ma una delle colonne dell’ospedale, vale a dire quello che racchiude Utic, Emodinamica, Rete Infarto, è stato guidato da un primario facente funzione, l’apprezzatissimo Umberto Baldini, il quale – molti potrebbero non credere ai propri occhi – al momento del concorso è stato escluso pure dalla terna dei migliori, quasi a dire che non era adatto a dirigere il reparto che gli era stato affidato per 2500 giorni... Ma il caso non è l’unico: si guardi la storia di Urologia, senza una guida dal 2009 al 2019, prima dell’arrivo di Maurizio Di Maria. Oppure di Ginecologia: mille giorni sono intercorsi tra il pensionamento di Angela Citernesi e la nomina di Sergio Abate.

Salvetti racconta di aver ricordato a Casani e Piovi che «in questo momento per la realtà dell’ospedale livornese ci sono molte partite aperte che riguardano i primariati e la forza lavoro da incrementare». E guarda oltre a Chirurgia. Perché un mese fa è andato in pensione il primario di Neurologia Giuseppe Meucci e a fine anno lascerà l’ospedale Roberto Bigazzi, direttore di Nefrologia. Quando verranno sostituiti se i tempi fossero quelli di Cardiologia o Chirurgia?

E nel frattempo sono aperte le partite del primario di Neuroradiologia (Daniele Prosetti è andato via nel giugno 2019), di Pneumologia (Rigoletta Vincenti ha lasciato un anno fa), di Otorino, di Gastroenterologia Chirurgica, di Pediatria. «La sostituzione di altri medici che hanno finito il loro percorso lavorativo sia veloce e non cada nuovamente nell’inspiegabile rallentamento che abbiamo rilevato per la sostituzione del dottor Viti», dice Salvetti.

L’obiettivo è arrivare al nuovo ospedale «con un sistema sanitario rinforzato. Dobbiamo mantenere le eccellenze, incrementandole con altre nuove e dobbiamo strutturare meglio il sistema territoriale arrivando all’apertura delle case della salute», aggiunge il sindaco, con un messaggio chiaro a Regione e Asl.



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