Gioco
In Fortezza Nuova arriva Babbo Natale e la magia delle feste conquista la città
Tanti i bambini all’inaugurazione del Villaggio della Proloco «Quinta edizione all’insegna del riciclo: grazie ai volontari»
Matteo Scardigli
LIVORNO. Con il taglio del nastro verde smeraldo Livorno apre il primo regalo delle feste: il Villaggio di Natale realizzato dai volontari della Pro Loco, per la prima volta in Fortezza Nuova.
Il padrone di casa, rubicondo pancione dalla folta barba bianca, è arrivato su un calesse trainato da un cavallo color castagno, scortato dalle Giacche Verdi e da un seguito di elfi. Ad attenderlo, all'ingresso del monumento, tanti bambini festanti accompagnati da genitori e nonni.
Attraversata la galleria, Babbo Natale è stato poi accompagnato nella sua casetta dall'assessore al Commercio Rocco Garufo e dalla presidente di Pro Loco, l’infaticabile Ombretta Bachini.
«Siamo arrivati alla quinta edizione del Villaggio, sempre all'insegna di riciclo e riuso anche nello scenario, e finalmente possiamo tornare a fare la manifestazione in presenza dopo lo stop dell'anno scorso», racconta la presidente.
È sempre lei ad andare nei dettagli: «Siamo riusciti a realizzare tutto questo grazie al lavoro dei nostri volontari, i dieci dello zoccolo duro e gli altri quindici volenterosi, e con il sostegno dei ragazzi dell'alternanza scuola-lavoro del Cecioni e del Vespucci».
Arrivati in cima alla salita, i bambini si sono trovati di fronte a un bivio. Tutto intorno le renne e i coniglietti e altri animali realizzati da artisti locali sempre con materiali riciclati, e le sagome di cartone dove infilare la testa per farsi la foto con il Grinch e gli altri personaggi.
A destra i cavallini e le giostre e le corse sul trenino, e a sinistra le bancarelle e il mercatino dell'artigianato all'insegna del cibo e del riuso.
Immancabile la slitta e finalmente la Casa di Babbo Natale. Per entrare bisognava fare il biglietto e si poteva passare solo pochi per volta, con i grandi che dovevano mostrare rigorosamente il Green pass.
Una volta entrati, i piccoli potevano scrivere la letterina nell'Angolo della Posta e spedirla. Poi, girando a sinistra dopo il Polo Nord, arrivavano al cospetto della Signora Natale e di Babbo Natale.
I bambini sapevano già che per colpa del Covid non gli potevano sedere in grembo né toccarlo, ma l’adorato portatore di doni rassicura.
«Loro sono bravi, ci sono già abituati. Il rapporto diretto come negli anni passati non si può più avere ma riusciamo ad avere un contatto lo stesso, le loro richieste arrivano ugualmente e chiunque creda in Babbo Natale ha sempre la speranza di ricevere un bel regalo».
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