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la polemica sui DIRIGENTI DI UNITà OPERATIVE 

Il Pd alla Asl: «Bene cardiologia ma ci sono voluti sette anni...»

Juna Goti
Il Pd alla Asl: «Bene cardiologia ma ci sono voluti sette anni...»

La sanità finisce al centro dell’incontro in agenda a Colline con Franchi e Bonafè  E in Comune Mirabelli replica duro al sindaco: «I partiti non scelgono i primari»  

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Juna Goti

livorno. «Sta alla Asl scegliere i primari dell’ospedale, con i bandi. Dia risposte concrete perché Livorno non può permettersi di ripetere quanto è avvenuto con Cardiologia e Chirurgia...». Sulla sanità il clima in casa Pd è caldissimo. Lo ha confermato l’incontro organizzato venerdì sera al circolo di Colline, dove accanto al segretario territoriale Alessandro Franchi si è seduta la segretaria regionale del partito, Simona Bonafè: arrivata in città per confrontarsi con l’assemblea Dem sui temi cari alla costa, ha ascoltato una mitragliata di interventi proprio sul fronte sanitario.

Quello che però forse in pochi sanno è che un paio d’ore prima di quell’incontro, in Comune c’è stato un altro faccia a faccia – che si racconta acceso – tra un gruppo ristrettissimo di persone, compresi il segretario livornese del Pd, Federico Mirabelli, e il sindaco Luca Salvetti. Su cosa? Di temi in ballo ce ne sono stati parecchi, ma il capitolo dei primari in uscita dall’ospedale e degli incarichi vacanti da tempo è stato sicuramente il più delicato.

Il Pd non sembra avere gradito troppo le parole del sindaco, che intervistato pochi giorni fa dal Tirreno dopo essere stato chiamato a farsi «portabandiera della difesa delle specializzazioni nel nostro presidio» ha in parte rilanciato la palla al partito: «I sindaci possono giocare un ruolo di pungolo, ma non scelgono i primari. Qui c’è una Regione che ha una colorazione politica chiara, dunque si pensa che voglia favorire Massa dove c’è un governo di centrodestra o Carrara dove ci sono i Cinque Stelle? Il Pd si esprima su questo».

E il Pd, a giudicare dalle parole che dice oggi Mirabelli, non vuole restare col cerino in mano: «Il tema dei primari non compete alla politica, non li sceglie l’assessore regionale o un segretario di partito, così come è vero che non li sceglie un sindaco. Ci sono i bandi gestiti dalla direzione aziendale, che ne governa la tempistica». Detto questo, «la politica si deve occupare dei livelli di qualità della sanità sui territori, chiedere che vengano migliorati i servizi, aumentato il personale, che siano coperti i reparti con i primari. I primari devono essere scelti...». È quindi direttamente alla direttrice Letizia Casani che si rivolge il segretario dem? «Certo. Chiediamo che i primari vengano scelti in fretta, considerando che nei prossimi mesi ci saranno tanti pensionamenti: si programmino le sostituzioni, senza che ci siano facenti funzione per lunghi periodi».

Proprio due giorni fa la Asl ha affidato l’incarico al nuovo primario della Cardiologia, Emilio Pasanisi. Notizia salutata con un plauso anche dal consigliere del Pd a Firenze, Francesco Gazzetti, che sulla sua pagina Fb ha pubblicamente ringraziato Casani «per il lavoro quotidiano che svolge per rafforzare la sanità dei nostri territori». «Siamo contenti – dice dall’altra parte Mirabelli – che questo percorso si sia concluso e che si sia arrivati alla nomina del primario, ma ci sono voluti quasi sette anni: è una tempistica insostenibile per Livorno. Non devono accadere più casi come quello della Cardiologia o di Chirurgia, che aspetta da due anni. Per noi è fonte di preoccupazione». «Abbiamo confermato queste preoccupazioni al sindaco – chiosa Mirabelli – dopo che le avevamo già manifestate con due atti in consiglio».

La sanità è così finita anche al centro dell’incontro con la segretaria regionale del Pd, insieme a partite come il futuro dell’Eni o le infrastrutture lungo la costa. Primari e non solo: «L’Asl - conclude Mirabelli – faccia chiarezza anche sugli impegni per le case della salute, perché siamo a zero. E ora la nostra casa della salute è di fatto il pronto soccorso, che va sostenuto per reggere alla sanità di tutti i giorni e all’onda d’urto della pandemia, invece è sotto organico e sotto stress».

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