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Porto, la protesta ora diventa nazionale

Porto, la protesta ora diventa nazionale

Sciopero il 17. Ma intanto l’iniziativa dell’Authority fa arrivare a una tregua a Livorno: sospeso il blocco degli straordinari

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livorno. Proprio nel momento in cui il porto di Livorno sembra ritrovare almeno un armistizio se non la fine della guerra sindacale, le lotte dei lavoratori del porto di Livorno diventano l’apripista della mobilitazione nazionale del settore. Per il 17 dicembre è stato indetto dalle segreterie nazionali di Filt Cgil. , Fit Cisl e Uiltrasporti uno sciopero di 24 ore: nel mirino una serie di temi che stanno terremotando la quotidianità degli addetti delle banchine relativamente a «maggiore sicurezza e salute sui luoghi di lavoro, contenimento del lavoro straordinario e superamento del precariato, riconoscimento del lavoro usurante, stop all’autoproduzione e mancata proroga dei sostegni Covid alla portualità». Parole di Giuseppe Gucciardo, leader sindacale della Filt Cgil livornese, che rivendica alla battaglia sulle banchine di Livorno una funzione di battistrada, implicitamente sottolineando di aver fatto da ben altro punto di riferimento rispetto a quanto è successo fra i portuali triestini con la loro mobilitazione contro il Green pass.

«Da parte del governo aspettiamo ancora risposte importanti, per i porti italiani e soprattutto per quelli della nostra provincia: giusta l’indizione di uno sciopero a livello nazionale», dice Gucciardo.

Nel frattempo, però, in sede locale le cose sono andate avanti: dopo le 48 ore filate di sciopero (18 e 19 novembre) e dopo lo stop agli straordinari, è stato il presidente dell’Authority Luciano Guerrieri, in tandem con il segretario generale Matteo Paroli, a prendere di petto la questione e a cercare una via d’uscita alle tensioni che, dopo la lunghissima fase della conflittualità fra operatori, ora stavano “incendiando” le banchine livornesi con una nuova stagione di dura conflittualità sindacale.

L’iniziativa di Palazzo Rosciano ha avuto un primo successo: i sindacati Cgil Cisl Uil di categoria hanno sospeso il blocco degli straordinari. In cambio Guerrieri ha preso l’impegno di affrontare una serie di spinose questioni: 1) quanto prima un’assemblea straordinaria di Alp, il fornitore di lavoro temporaneo in porto, per «valutare l’adeguatezza della pianta organica»; 2) arrivare a «linee guida condivise su tutte le tipologie di traffico nei porti»; 3) perfezionare l’aggiornamento («già in corso») dell’ordinanza n. 9 di sette anni fa riguardante la raccolta dei dati in materia di avviamenti al lavoro da parte delle imprese operanti in porto.

Dev’essere quest’ultimo un argomento che sta particolarmente a cuore ai sindacati, se è vero che, oltre a Gucciardo, Gianluca Vianello (Uiltrasporti) e Dino Keszei (Fit-Cisl) firmano una nota in cui questo tema sta al primo posto. E con questi toni: «Riscrittura dell’ordinanza n. 9 con regime sanzionatorio correlato, per il rafforzamento delle attività ispettive». Insomma, l’istituzione portuale non è solo il pacificatore ma ha anche un ruolo forte nei controlli e i sindacati chiedono che si aumenti la vigilanza.

Guerrieri fa sapere di aver già incrementato l’attività degli ispettori. «Il Piano Organico Porto e l’ordinanza n.9, sono gli strumenti principali attorno ai quali – dice – dovrà essere ricalibrato un modello organizzativo del lavoro più equo ed equilibrato. Nessuna azione di forza ma sappiamo che attraverso uno spirito di dialogo costruttivo possiamo tutti assieme, imprese e sindacati, pervenire ad una soluzione condivisa».

Dal quartier generale dell’Authority usano l’immagine dello “sminamento” per indicare l’obiettivo di far tornare la pace sociale in porto e, al tempo stesso, «provare a dare una risposta a chi chiede di affrontare problemi seri come quello del precariato e dell’eccesso di straordinari».

Guerrieri ha speso il credito di autorevolezza che le parti gli hanno attribuito con attestazioni nel corso di questi mesi: l’ha fatto mettendo sul tavolo la propria proposta di confronto in una riunione tanto con i sindacati che con le rappresentanze imprenditoriali (Confindustria, Spedimar, Asamar, Assiterminal, Cna) per cercare di imbastire rapporti meno conflittuali.

M.Z.

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