Gioco
Un anno per riscrivere le carte dell’urbanistica: si apre la partecipazione
livorno. Con l’evento organizzato ieri al Cisternino di Città si è aperta la fase clou per la costruzione del nuovo Piano operativo e della contestuale variante al Piano strutturale. Detta così può sembrare un tecnicismo da conclave di ingegneri, architetti e geometri: in realtà stiamo parlando di uno dei principali strumenti urbanistici della città che, nel bene o nel male, inciderà sul suo sviluppo. Sulla costruzione – per dirla alla Luca Salvetti – «della Livorno del 2025-2030». Un percorso «tecnicamente complesso e politicamente significativo», come lo definisce l’assessora Silvia Viviani, che ne traccia le tappe serrate fino all’adozione, slittata con legge regionale dal prossimo giugno al 31 dicembre 2022.
Ma cosa è successo ieri? In sostanza il Comune ha presentato le linee generali del piano e aperto il percorso di partecipazione che resterà online fino al 24 gennaio per raccogliere proposte e progetti. Non solo dei professionisti o dei cosiddetti portatori di interesse, ma più in generale di chiunque abbia suggerimenti di carattere urbanistico sulle diverse zone di Livorno. Che con una sorta di artificio tecnico è stata per ora divisa in sette “città”: “euromediterranea e internazionale”, “d’acqua”, “dello sport”, “del verde”, “accessibile e inclusiva”, “dei quartieri e della prossimità”, “produttiva”. Si accede alla mappa dal sito del Comune, dove si trova il portale per partecipare. Per chiedere chiarimenti ci sono due e-mail: versoilpianoperativo@comune.livorno.it e garante.informazione@comune.livorno.it.
Le facce che stanno dietro a questo percorso sono quelle del ribattezzato ufficio di piano che è stato messo in piedi in municipio dopo che a inizio mandato si è deciso di uscire dal percorso che era stato tracciato in passato con lo studio Cagnardi. Quindi l’architetta Camilla Cerrina Feroni (la dirigente dell’urbanistica che lo coordina), Maria Rosaria Guerrini e la garante della partecipazione Nicoletta Leoni, più il dirigente del dipartimento Leonardo Gonnelli. Il Piano operativo, insomma, si fa in casa, ma con alcune consulenze affidate per ora a realtà come Caire (per la partecipazione) o a Nemo Firenze (società in ecologia urbana) per circa 70mila euro. Va detto che il Piano operativo andrà avanti contestualmente alla definizione di una pioggia di piani, come quelli del verde, della casa, per l’eliminazione delle barriere architettoniche o del traffico, atteso dopo il piano della mobilità sostenibile.
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