Il Tirreno

Livorno

tragedia in via gramsci 

Trovato morto in casa dalla madre a 46 anni: aveva una pescheria

Stefano Taglione

A spezzare la vita dell’ex commerciante forse un infarto I vicini di casa in lacrime: «Una persona affabile e gentile»

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Stefano Taglione

livorno. La madre lo ha trovato morto accanto al letto, in camera, forse ucciso da un infarto improvviso. Tragedia in via Gramsci, non lontano dall’ospedale, dove ha perso la vita a 46 anni Claudio Lattanzio. Ex proprietario di una pescheria in via Fratelli Bandiera, dal 2003 era residente nella frazione colligiana di Vicarello in via Guglielmo Marconi, ma è cresciuto nell’appartamento dove è morto, alle porte del centro di Livorno. Per lui purtroppo non c’è stato niente da fare, fra lo choc dei vicini di casa e degli amici che non ci potevano credere.

IL DRAMMA

La tragedia si è consumata poco dopo le 9 di ieri mattina, quando la mamma Paola Di Sacco – che si trovava in casa con lui – ha dato l’allarme trovandolo senza vita in camera. Prima sotto choc ha chiamato la sorella Stefania Lattanzio, che era al lavoro, la quale ha contattato il 112 e poi attraverso il numero unico di emergenza la centrale operativa del 118, che ha inviato sul posto un’ambulanza della Misericordia di Livorno, con a bordo il medico, che purtroppo non ha potuto far altro che constatarne il decesso. Lattanzio aveva festeggiato 46 anni pochi giorni fa, il 23 novembre, essendo nato lo stesso giorno del 1975. Stando a una prima ricostruzione la morte sarebbe avvenuta per cause naturali, un infarto molto probabilmente, con la salma che è stata poi rimossa dalle onoranze funebri della Svs di via San Giovanni e trasferita al cimitero dei Lupi. Il funerale si svolgerà oggi pomeriggio, alle 16, con una funzione al tempio della cremazione, visto che il quarantaseienne come ultime volontà aveva espresso proprio il desiderio di essere cremato.

IL RICORDO

Fra i vicini di casa che lo ricordano con più affetto c’è Rina Tosi. Suo figlio, infatti, è nato una settimana dopo Claudio e da bambini e ragazzi sono cresciuti insieme. Già all’epoca, per l’appunto, abitavano nello stesso palazzo a poca distanza dall’Aurelia e dall’ospedale e di fatto, da buoni amici, hanno condiviso le prime avventure infantili e adolescenziali. «Sono rimasta scioccata – racconta la signora – e sono ancora scossa. L’ho visto crescere, fa male vederlo morire così giovane. Una brava persona, gioviale, gentile e affabile. Tanti anni fa aveva una pescheria, ma ultimamente no, non ci stava lavorando più». Il padre Salvatore Lattanzio, tantissimi anni fa, aveva una rosticceria proprio in via Gramsci, sotto casa. «Siamo colpiti – dicono altri vicini di casa – e vicini alla famiglia nel dolore». «Non ci possiamo credere – afferma un’altra donna che vive nello stesso edificio – ma non me la sento di aggiungere altro, solo che lo conoscevo e non mi aspettavo certo che potesse succedere una cosa del genere. Claudio abitava con i genitori, è cresciuto qui, per questo lo conosciamo tutti».

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