Italia
«Fatto il possibile per salvarle la vita»
Stefano Taglione
livorno. È morta soffocata da un pezzo di carne mentre stava mangiando alla “Bisteccheria” di Montenero. Tragedia alle 14.30 di ieri nel ristorante di piazza delle Carrozze, dove ha perso la vita a 61 anni la livornese Nicla Salvi. La donna – secondo quanto ricostruito – si trovava a pranzo con un’infermiera del dipartimento salute mentale dell’Asl, dove era in cura, motivo per il quale era ricoverata a Villa Serena, sempre nella frazione collinare livornese.
Insieme all’operatrice, con la quale aveva stretto un bellissimo rapporto di amicizia, aveva quindi deciso di andare a pranzo al ristorante-enoteca, dove purtroppo è rimasta soffocata dal pezzo di carne finendo rapidamente in arresto cardiaco. Un’uscita programmata e autorizzata, chiaramente consentita dai regolamenti interni della struttura. A dare l’allarme è stata proprio la sanitaria, che ha iniziato a soccorrerla. Immediato l’arrivo sul posto dei volontari della Misericordia di Montenero, la cui sede è a pochi metri dalla bisteccheria, che hanno tentato di liberare le vie aeree con la manovra di Heimlich e salvarle la vita. Un lavoro poi proseguito dall’infermiere del 118 giunto sul mezzo di emergenza della Misericordia di Antignano e dai colleghi, arrivati con l’ambulanza con il medico, della Misericordia di via Verdi. Purtroppo, per la sessantunenne, non c’è stato niente da fare.
La paziente – attraverso l’Asl – era assistita dal centro di salute mentale Frediani, che di concerto con lei ne aveva chiesto e ottenuto il ricovero a Villa Serena. Una vita trascorsa ad Antignano, il fratello Massimo Salvi morto nel 2014, nel dicembre scorso aveva perso anche la mamma – vedova dal 2000 – con la quale ha a lungo vissuto su viale di Antignano, Mirka Grotta, scomparsa a 95 anni.
I soccorritori hanno fatto il possibile per salvarla, cercando a lungo di rianimarla. E solo all’ultimo, svanita ogni speranza, si sono arresi. Sul posto – avvertita dalla centrale operativa del 118 – sono intervenuti anche due equipaggi della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, guidato dal vicequestore aggiunto Claudio Cappelli, che hanno ascoltato i testimoni cercando di ricostruire nel dettaglio la vicenda. Al termine degli accertamenti il sostituto procuratore di turno ha disposto la restituzione della salma – sulla quale non verrà effettuata alcuna autopsia, stando a quanto emerso ieri sera – trasferita al cimitero dei Lupi dal personale delle onoranze funebri della Svs di via San Giovanni. Fino al dicembre del 2020, fintanto che la madre era in vita, Nicla Salvi aveva abitato nell’appartamento di famiglia, sul viale Antignano, dove formalmente era ancora residente, anche se viveva nella Rsa di Villa Serena.
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