Il Tirreno

Livorno

Quelli che l’hanno sentito «L’armadio si muoveva, siamo usciti in strada»

Sabrina Chiellini

Al mercato tra testimonianze e paura. «I cani se ne sono accorti per primi» «Ci mancava anche il terremoto dopo la pandemia, speriamo sia finita qui»

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Sabrina Chiellini

LIVORNO. Cristina Chetoni non ha dubbi: la prima cosa da fare quando si sente un terremoto è quella di scendere per la strada per capire cosa sta succedendo. «Sì, il terremoto l’ho sentito e il primo istinto è stato quello di uscire per la strada. Dite quello che volete, io sono sincera: ho paura anche quando si parla di scosse di lieve entità». In sella al suo scooter Cristina si ferma nei pressi del mercato di via Buontalenti, per scambiare due chiacchiere con un’amica che invece reagisce in maniera opposta: «Sono rimasta tranquilla, tanto c’è poco da fare, va affrontato come viene» alza le spalle e sorride Marisa Cecconi. Ma la domanda, per buona parte della mattinata, è sempre la stessa, se ti fermi al banco del pesce, piuttosto che a quello della frutta o se entri in un bar: l’hai sentito il terremoto? Donne cariche di borse della spesa, famiglie con bambini e passeggini, pensionati che commentano lo spavento di un sabato mattina che per molti significa tornare con i ricordi a Pasqua del 1984. Furono giorni di paura collettiva così anche le scosse di ieri mattina sono state sufficienti per mettere la gente in agitazione. Ma dopo brusco risveglio la giornata è andata via liscia. Se non fosse stato per le scuole chiuse dal sindaco in via precauzionale, sarebbe stato un sabato autunnale come tanti, con un bel solicchio che richiama i più verso scogli e moletti. All’ora di pranzo è difficile rinunciare a respirare il profumo di salsedine.

«È durata poco, per fortuna ma c’è stato un bel po’di spavento. Stavo facendo colazione prima di venire al lavoro. La paura più che altro perché il cane lo ha sentito, si nascondeva sotto il tavolo, a quel punto siamo usciti tutti fuori, perché poi i lampadari non si muovevano», racconta Marianna Morlè, titolare di una panetteria all’interno del mercato centrale». Per farsi una risata e stemperare i “De, ma l’hai sentito il terremoto” bisogna fermarsi dalla chiccaia Doranna Natali, attrice, protagonista di spettacoli di cabaret in vernacolo livornese. «Sì, l’ho sentito, le ante scorrevoli dell’armadio si muovevano, la cosa strana è che le lumiere non si sono mosse. I gatti sono spariti, ho guardato dalle finestre, mi sono vestita e sono uscita. Sono venuta subito al lavoro, prima del solito, per non pensarci più». La commerciante non si sottrae nemmeno a fare una considerazione sull’evento in chiave vernacolare.

Ebbene sì, i tanti livornesi intervistati (peraltro tantissimi hanno telefonato al 115 per chiedere informazioni) ammettono di avere sentito il terremoto come conferma anche Rossana Biondi: «Sì, l’ho sentito, ha tremato tutto ma pochi secondi» e intanto continua a fare la spesa dal macellaio.

La butta sullo scherzo anche «Cosa è successo? Ho sentito muovere il letto, ma stavo sognando in quel momento (e non vi dico cosa...) per cui sono rimasta nel letto e ho continuato a dormire» aggiunge Franca Brucioni.

«L’ha sentito prima il cane di noi anche se abitiamo al terzo piano e quindi, se c’è un terremoto si avverte subito. Ma il cane ha capito subito, è tutto il giorno che è nervosa» spiega Patrizio Botroni, tenendo al guinzaglio il suo cane, davanti al bar nei pressi di uno degli ingressi del mercato.

C’è anche chi, come Fulvio Cusieri, ricorda la grande paura del 1984. «Non è la prima volta che sento un terremoto – dice – ma all’inizio non ho pensato che potesse davvero esserlo, ho sentito una botta, poi ci siamo svegliati tutti». «Non ho sentito nulla, ero qui al lavoro – dice Alessandro Camici, titolare dell’Oil Bar – qui qualcuno ha cominciato a dire che aveva sentito la terra che si muoveva ma io proprio non mi sono accorto di niente». Dietro al suo banco del pesce anche Federico Lomi, commerciante, tra una vendita e l’altra, si trova a commentare il movimentato risveglio della città di Livorno. «Qui al mercato centrale credo che in pochi abbiano sentito qualcosa – invece a casa mia il terremoto ha svegliato tutti, si sono preoccupati».

Viviana Minelli appare piuttosto tranquilla. «Io non ho sentito proprio niente – dice – ho continuato a dormire come ogni mattina, anche se poi appena sono uscita mi sono resa conto di quello che era successo». Che dire? «Avevo la televisione accesa anche se era presto, non l’avrò sentito per quello? » , chiede la donna guardandosi intorno. Una delle vigilanti in servizio in uno degli ingressi del mercato saluta un gruppetto di persone con le quali si scambia le impressioni sulla sveglia precipitosa all’alba. «Non posso fare commenti – risponde alla nostra domanda – devo lavorare» e intanto continua a rilevare la temperatura di chi entra al mercato al coperto, così come indicato dalla normativa per contenere la diffusione del Covid-19.

Michael Soriano, anche lui addetto ai controlli dei clienti del mercato, senza interrompere il suo lavoro aggiunge: «Non mi sono accorto di niente anche se poi ho capito che molti lo hanno sentito e sono usciti per la strada».

Non sono pochi i livornesi convinti del fatto che si sia trattato di un fenomeno isolato, una scossa più forte e altre considerate di assestamento. Così all’arrivo dei tecnici comunali mandati a controllare che l’edificio del mercato centrale non avesse riportato danni c’è chi non si perita a fare domande.

«Ci mancava solo il terremoto dopo la pandemia – dice Claudio, mentre aspetta la moglie entrata in un negozio – speriamo che dopo le scosse di oggi (ieri, ndr) non ci siano altri problemi, che sia finita qui. In fondo da quello che sappiamo non ci sono stati danni agli edifici e alle persone».

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di Redazione web