Gioco
Porto, la protesta va in piazza E ora stop al lavoro straordinario
Presidio-assemblea nel cuore della Venezia, poi l’annuncio di Cgil Cisl Uil nell’incontro con il prefetto
Mauro Zucchelli
livorno. L’immagine che riassume la giornata bis dello sciopero dei lavoratori del porto potrebbe essere un dirigente sindacale o un delegato che dà voce alla rabbia di tutti in piazza del Luogo Pio: le facce operaie e i gilet arancioni – alcune centinaia, compreso un gruppo da Piombino – che si riprendono il centro della scena almeno per qualche ora. Potrebbe essere questo presidio davanti al museo: in piedi, niente corteo, perché così è previsto dalle nuove normative dal lunedì al venerdì.
Ma potrebbe essere anche qualcos’altro: la convivialità della tarda serata precedente protagonisti i lavoratori di diversi ruoli e differenti aziende che si ritrovano a due passi dalle banchine a sentirsi “comunità” davanti a un piatto di qualcosa e a un arrosto, nella notte che è una riconquista del campo.
In realtà, più prosaicamente, l’elemento clou della seconda giornata di sciopero proclamato dalle organizzazioni di Cgil Cisl Uil è il fatto che lotta genera lotta: nell’ulteriore fase lavoratori e sindacalisti si sono detti d’accordo nell’idea di dare una prosecuzione al doppio sciopero. Ma come? Con il blocco del lavoro straordinario. «In continuità dello stato di agitazione dei lavoratori del porto di Livorno e Piombino dichiarato il 25 ottobre», come viene puntualizzato nella mail che ieri sera è stata inviata alle controparti e ai vari soggetti istituzionali, a partire dall’Authority e dal prefetto.
Proprio da quest’ultimo i promotori dell’iniziativa di lotta sono andati a spiegare le proprie ragioni annunciando come sarebbe andata avanti la protesta (che in serata ha visto qualche momento di tensione sulle banchine di Sdt, alla radice di Sponda Ovest, davanti a una nave della flotta Grimaldi).
L’incontro con il prefetto Paolo D’Attilio è avvenuto al termine del presidio-assemblea in piazza del Luogo Pio che ha portato alla decisione del blocco degli straordinari. Alla “tribuna” si sono susseguiti fra gli altri Giuseppe Gucciardo (leader territoriale della Filt Cgil), Massimo Marino (segretario regionale Uiltrasporti), Gianluca Vianello (responsabile regionale Uil settore porti), Federico Paolettoni (delegato Tdt), Luca Simoni (delegato MarterNeri) e Luca Tamberi (Fiom Cgil).
In effetti, il contenimento delle ore extra era nell’aria: figurava nella piattaforma dello sciopero e Il Tirreno l’aveva anticipata perché su quest’aspetto insistevano i delegati già nelle prime ore dell’astensione dal lavoro.
Non è un segreto che l’incremento del lavoro straordinario è innescato anche dall’aumento delle dimensioni delle navi: il carico e lo scarico sono più concentrati, l’organizzazione del lavoro finisce sull’altalena e alterna fasi intensissime a momenti di pausa: e nei picchi di lavoro non di rado l’organizzazione va sotto stress e in genere cerca di metterci una pezza a suon di straordinari.
Dev’essere per questo motivo che fra i delegati si è diffusa l’idea che il blocco – anche se magari avversato da chi fa degli straordinari lo stumento per rimpinguare la busta paga – possa essere una modalità in grado di incalzare le imprese e spingerle a sedersi al tavolo della trattativa per discutere di come si lavora sulle banchine. Ora inizia il nuovo round.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
