Il Tirreno

Livorno

Tutti i commercianti uniti «Delinquenti a ogni ora lavorare qui è pericoloso»

Gianni Tacchi

Gli operatori del Mercato e del Buontalenti chiedono un intervento immediato «È una battaglia quotidiana, servono telecamere, polizia e più illuminazione»

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Gianni Tacchi

LIVORNO. Sono preoccupati i commercianti del Mercato e della zona Buontalenti. L’aggressione a coltellate contro il barista Samuele Stampa, seppur «diversa dai soliti episodi che vediamo qui, spaccio, risse e rapine», rientra in un contesto sempre più difficile e pericoloso per gli operatori di piazza Cavallotti, via Buontalenti, delle Vettovaglie e dintorni, dei loro clienti, dei residenti.

Una situazione «fuori controllo», dicono gli esercenti. «Lavorare qui è diventato eroico».

I più esasperati sono i gestori delle baracchine e dei punti vendita di via Buontalenti, a pochi passi da dove è avvenuta l’ultima aggressione. «Siamo esasperati – spiegano Andrea Ria e la moglie Monica Di Lorenzo dai loro banchi di abbigliamento – perché questa zona è dimenticata e nessuno cerca di sistemare le cose, eppure la delinquenza è sotto gli occhi di tutti. Ogni settimana almeno una baracchina viene forzata di notte per rubare gli spiccioli: è successo anche ieri (lunedì, ndr), purtroppo non si può andare avanti così. Per non parlare poi dello spaccio…».

«È terra di nessuno – aggiunge Francesca Panciatici, titolare del negozio di abbigliamento per bambini e bambine Francesca Junior – nella zona non c’è alcun controllo delle forze dell’ordine e alla fine episodi del genere hanno ripercussioni sul nostro lavoro. Io provo a tenere il mio negozio come un gioiellino, ma se poi mi affaccio... Meglio lasciar perdere».

«vogliamo

PIÙ TELECAMERE»

Ieri sul Tirreno abbiamo riportato le richieste dei presidenti dei consorzi della zona: un presidio 24 ore su 24 delle forze dell’ordine, una rete di telecamere per la videosorveglianza e più illuminazione. E i commercianti condividono. Dice Federica Franceschini, titolare del negozio di abbigliamento da donna Miu: «Servono controlli e telecamere. Lo sanno tutti: le baracchine sono un labirinto di tossici e spacciatori, è il momento di smantellare quelle chiuse e creare qualcosa di più decoroso. Ogni settimana succede qualcosa e ogni settimana sono costretta a chiamare la polizia o i carabinieri».

«Quella appena passata è stata una settimana pesante – racconta Cristina Montorzi dal negozio di abbigliamento That’s vintage! – non ci sono state solo le coltellate al barista, anch’io mi sono ritrovata in una situazione pericolosa: sono stata minacciata da uno straniero che, portato subito in questura, il giorno dopo è tornato a minacciarmi ed è stato bloccato nuovamente dalle forze dell’ordine».

A testimoniare il caos in tutta la zona è anche Renzo Bueno, che abita a poche decine di metri dal banco che gestisce in via Buontalenti, la storica merceria all’angolo con via del Cardinale: «Violenza, spaccio, risse, furti. Io però vado oltre e sottolineo due aspetti: intanto la svalutazione degli appartamenti, poi il mancato rispetto della zona pedonale di via Buontalenti».

Chi ha appena aperto una banco, vedi per esempio Arianna Signore con la madre Donatella Martini, aspetta «una riqualificazione dell’area che sarebbe fondamentale e che invece continua a essere rinviata».

«qui la notte

succede di tutto»

Anche all’interno del Mercato centrale, dove comunque la presenza della vigilanza privata garantisce più sicurezza, qualcuno inizia a essere più preoccupato rispetto a qualche anno fa. È il caso di Patrizio Ercoli della macelleria al banco 56, che parla di «ennesimo episodio violento dopo la maxi-rissa di settembre» ed è spaventato perché «ormai non è più un problema della notte, ma anche del giorno». Una riflessione simile a quella di Marco Frascati, titolare dell’omonima cantina del Mercato centrale: «Prima il Covid e le chiusure, ora questo caos – racconta –. Tutta la zona è in difficoltà e le istituzioni sono chiamate a intervenire. All’alba, quando vengo ad aprire il negozio, fuori dal Mercato vedo e trovo di tutto. La clientela? Durante la settimana è più o meno la stessa, per fortuna nel weekend il lavoro ha ripreso».

«Anche noi apriamo presto e fuori dal Mercato troviamo una situazione fuori controllo – aggiungono Letizia e Manuela Mentessi dall’omonima polleria al banco 205 – addirittura alcuni ubriachi, a volte, provano a entrare qui per continuare a bere nei bar appena aperti, ma con le guardie giurate siamo più tranquilli. La vera emergenza è fuori, tra le baracchine: in qualche modo noi andiamo avanti, per loro è quasi impossibile».

«IL MERCATO ha anche

altri problemi»

Per altri commercianti del Mercato centrale «il problema della sicurezza c’è, è chiaro, ma non dobbiamo dimenticarci di tutte le altre questioni che penalizzano il nostro lavoro». Alessandro Iacopini, titolare della pescheria ai banchi 318 e 320, ne indica una importante: «I portoni laterali dalla parte di via Buontalenti sono ancora chiusi per l’emergenza Covid. Ma scherziamo? Così il Mercato centrale sembra chiuso. Per quanto riguarda l’accoltellamento, si tratta di un episodio folle ma diverso da ciò che accade qui». Diverso perché scaturito da un diverbio, non da questioni di spaccio o rapine. E a ribadirlo sono Silvia Ghilarducci e Riccardo Mecocci dalla pescheria Dentone, che evidenziano poi il «problema dei parcheggi a pagamento perché sono troppo cari per una famiglia che viene a fare la spesa qui». «La rissa e l’accoltellamento – aggiungono – hanno acceso i riflettori su questa zona, ma i problemi ci sono da tempo e solo una completa riqualificazione potrebbe cambiare le cose».



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di Redazione web