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«Ci fu concorso morale nell’assalto alla Prefettura»
Le motivazioni con cui la Cassazione ha confermato le condanne a 19 attivisti
LIVORNO. Sono state rese note le motivazioni per cui la Cassazione ha confermato le condanne per violenza e resistenza a pubblico ufficiale nei confronti di 19 attivisti della Caserma Del Fante per la tre giorni di scontri con le forze dell’ordine avvenuti a Livorno nel 2012 culminati nell’assedio al Palazzo della Prefettura.
Tutto iniziò il 30 novembre, quando agli antagonisti, che stavano protestando contro la Tav, fu vietato l’ingresso al Terminal crociere dove era in corso il comizio dell’allora segretario del Pd Pierluigi Bersani per le primarie contro Matteo Renzi.
Secondo la Suprema Corte, “legittimamente” per ragioni di ordine pubblico fu precluso ai manifestanti l’accesso al comizio di Bersani “essendo elevato il pericolo che l’intenzione fosse quella di turbare il regolare svolgimento di quell’evento politico, come già avvenuto in occasione di un precedente comizio di altro rappresentante della stessa forza politica, trattandosi di soggetti appartenenti a movimenti antagonisti, ostili alla politica del Partito Democratico”.
La Cassazione ha sconfessato la tesi difensiva per cui il tentativo degli antagonisti di forzare il cordone delle forze dell’ordine fu la “giusta reazione all’arbitrario ed illegittimo rifiuto di consentire l’accesso”. A quel tentativo la polizia rispose con due cariche nelle quali un poliziotto rimase ferito. Nei due giorni successivi il clima si scaldò fino al corteo con 600 persone dietro lo striscione “Livorno non si piega”.
Per la Cassazione, i 19 imputati sono responsabili di concorso, quanto meno morale, nell’assedio alla Prefettura, dove trovarono rifugio gli agenti mobilitati “per mettere fine all’illegale occupazione delle strade”.
“La circostanza che gli agenti fossero riusciti a ripararsi all’interno del Palazzo e che gli scontri filmati siano quelli avvenuti dopo tale circostanza, – scrive la Suprema Corte – non fa venire meno il concorso morale di tutti i manifestanti che partecipando all’assalto hanno dato supporto psicologico a coloro che hanno eseguito materialmente il lancio degli ordigni esplosivi ed oggetti contundenti”.
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