Gioco
«Spesso i genitori sbagliano a usare i social e non sono un esempio»
LIVORNO. «Con noi abbiamo la Lamborghini della polizia stradale, con la quale vengono trasportati gli organi in tutta Italia da ospedale a ospedale, per far capire che la velocità in questo caso è essenziale, ma sui social non va assolutamente bene ed è sbagliata. Fra l’altro, noi adulti in primis, a volte usiamo male i social network e non siamo credibili verso i nostri figli. Invece dovremmo esserlo».
A parlare è Alessandra Belardini, dirigente del compartimento toscano della polizia postale. Ieri mattina, insieme al suo personale, era sulla Terrazza Mascagni con il camion di “Una vita da social”. «Questa è stata la nona edizione della manifestazione – spiega – e neanche il Covid-19 è riuscito a fermarci. I ragazzi devono capire che quando pubblichi una foto o un video in Rete, da lì potrebbe non sparire mai più. Fra l’altro sono in aumento gli adescamenti online, quindi bisogna fare particolare attenzione. Quando i giovani sono davanti al computer, a casa propria, si sentono al sicuro, pensando di essere in una cosiddetta “comfort zone”. Ma è proprio qui che si annidano i pericoli maggiori».
Belardini era a Livorno insieme all’ispettore superiore Massimo Montuori, capo della polizia postale labronica di piazza Benamozegh. «Oggi (ieri per chi legge ndr) – conclude – i ragazzini si sono dimostrati molto interessati a svariate tematiche, come ad esempio la differenza fra profilo chiuso o aperto sui social network, ascoltando molto le varie testimonianze. Sono molto contenta dell’esito di questa iniziativa con i giovani».
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