Il Tirreno

Livorno

la manifestazione alla terrazza mascagni 

Gli alunni vanno a scuola dai poliziotti della postale

Stefano Taglione
Gli alunni vanno a scuola dai poliziotti della postale

Il progetto ha coinvolto 14 istituti della provincia, sette fra Livorno e Collesalvetti Lo studente Gabriel: «Gli agenti mi hanno fatto riflettere sui pericoli della rete»

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Stefano Taglione

livorno. «È stata una bellissima lezione, ho ripensato a molte cose mentre i poliziotti parlavano del cyberbullismo e in particolar modo della connessione fra la Rete e i pericoli che ne derivano. Io, sul web, non ho mai incontrato persone poco raccomandabili, anche perché su Instagram – dove ho 300 amici – ho il profilo privato e concedo l’amicizia solo alle persone che conosco».

Gabriel ha 12 anni e frequenta le medie Bartolena eppure, dei social network, già conosce molto. Come quasi tutti i ragazzini della sua età, nativi digitali e già vocati alle nuove tecnologie. «Io uso TikTok (una piattaforma molto in voga fra i giovanissimi ndr) – dice un suo compagno di classe, Alesio – ma evito di aggiungere chi non conosco, ho l’account chiuso. Lo uso per lo più per guardare i video...».

IL PROGETTO

Gabriel e Alesio sono solo due delle centinaia di alunni delle medie livornesi e della provincia che ieri mattina hanno partecipato al progetto della polizia postale, “Una vita da social”, che con un camion alla Terrazza Mascagni ha ospitato gli studenti per sensibilizzare loro sul corretto uso di Internet e soprattutto dei social. Spiegando loro le insidie della Rete e come evitare di incorrere in seri pericoli.

le scuole aderenti

Sette le scuole livornesi e di Collesalvetti che hanno partecipato con alunni e professori, alternandosi ogni 20 minuti all’interno della sala didattica e poi, una volta fuori, ad ammirare la Lamborghini della polizia stradale che trasporta gli organi da ospedale a ospedale in tutta Italia. Gli istituti sono Mazzini-Gamerra, Borsi, Micheli-Bolognesi, Micali, Don Angeli (a Livorno), Minerva Benedettini e Anchise Picchi (Collesalvetti) e nel resto della provincia il comprensivo di Porto Azzurro, il Mascagni di San Vincenzo, Carducci-Fattori a Rosignano, il Guardi a Piombino, le scuole Pertini a Portoferraio, le Giusti di Marina di Campo e il Galilei-Da Vinci di Cecina.

l’arrivo delle autorità

I primi alunni hanno iniziato ad arrivare attorno alle 9.45, mentre alle 10 sono stati raggiunti dal prefetto Paolo D’Attilio, da questore Roberto Massucci, dal comandante provinciale dei carabinieri Massimiliano Sole e dal colonnello della guardia di finanza Gaetano Cutarelli. «La rete è importante e ci sono molti pericoli – ha spiegato D’Attilio – con la possibilità di essere fraintesi e trovare persone poco raccomandabili». «Vorrei fare una metafora parlandovi di mia figlia quando era piccola – ha aggiunto il questore – Io smontai una mensola e le chiesi, quando aveva quattro anni, se fosse troppo alta e lei rispose che doveva essere alla sua portata, alla sua altezza. Noi dobbiamo fare cose alla vostra portata e non dobbiamo consentire mai a nessuno di fare una scelta al posto vostro per portarvi sulla strada sbagliata. Siete il futuro del nostro Paese». «Vi ringrazio di essere qui – ha detto il provveditore, Andrea Simonetti – Siete nativi digitali e nati con la tecnologia. In tasca avete un telefonino, che è ormai è la nostra protesi. Devo ringraziare le forze dell’ordine e l’ispettore della polizia postale Massimo Montuori (responsabile livornese della polizia postale ndr) perché sono sempre stati con noi. Ringrazio anche la dottoressa Tiziana Rapisarda (referente provinciale alla prevenzione e al contrasto della dispersione scolastica ndr) che con noi sta facendo un grande lavoro da molto tempo, e tutti i professori. Dovete venire a scuola con serenità», si è rivolto ai ragazzi».

le parole di karima

Insieme a loro anche la cantante livornese Karima, la campionessa di arti marziali Chiara Penco e il suo allenatore Massimo Rizzoli, anche lui ex iridato della categoria. «Io sono cresciuta quando per fare una ricerca dovevi sfogliare i libri – ha detto la cantante – Uso i social tantissimo per lavoro perché devo farlo, ma mi rendo conto che vanno utilizzati nella maniera giusta. Mia figlia di 8 anni parla in una maniera incredibile di Instagram e TikTok e le tengo il cellulare lontano. Dobbiamo tornare allo stare con le persone, a chiamare e chiedere come stai. I social vanno usati con consapevolezza, però bisogna condividere la vita, che non è quella dietro a uno schermo».

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