Gioco
Sui pass rosa tutto da rifare
Ora i parcheggi per le neomamme sono riconosciuti
È il settembre del 2014 quando il Comune decide di sperimentare per la prima volta i parcheggi rosa. Se ne occupa l’assessore Giovanni Gordiani. In città vengono disegnati 27 stalli, rosa appunto, riservati alle donne in gravidanza e alle famiglie con bambini che hanno compiuto al massimo due anni. “Riservati” è però, in realtà, una parola ambiziosa: i parcheggi per le neomamme non sono infatti ancora previsti in quel momento dal codice della strada e non a caso i cartelli fatti sistemare dal municipio in corrispondenza dei parcheggi invitano gli automobilisti a fare il bel gesto nonostante l’impossibilità di multare (“la vostra correttezza aumenta la loro sicurezza”).
Da quel momento in città parcheggi rosa e relativi pass hanno vissuto fasi alterne: perché all’inizio hanno dato anche il diritto di entrare nelle Ztl e di parcheggiare gratis nelle Zsc (con costo non a caso lievitato da 30 a 90 euro), poi hanno continuato a dare il diritto di entrare nelle Ztl ma non di parcheggiare gratis ovunque ma solo sugli stalli rosa (e il costo è tornato a 30 euro). Sta di fatto che il problema della sosta “non esclusiva” è sempre rimasto.
Ora ecco la novità: gli stalli rosa, per le donne in gravidanza e i genitori con i figli fino a due anni, sono stati introdotti nel codice della strada, insieme alle sanzioni per chi li occupa senza autorizzazione (da 80 a 328 euro per i mezzi a due ruote e da 165 a 660 euro per gli altri).
L’entrata in vigore di questa misura non è però così automatica: sta ora al Comune disciplinare bene il rilascio dei pass, senza i quali è impossibile per gli agenti fare le multe. «La disciplina degli stalli rosa andrà completamente rivista alla luce della nuova normativa», anticipa l’assessora Giovanna Cepparello, lasciando intendere che su tutto il capitolo Ztl e Zsc è bene ora non dare niente per scontato, anzi. Ma solo per parcheggiare sulle strisce rosa «sì, l’intenzione è di creare un pass gratuito». Una misura «necessaria per mettere le famiglie in condizione di usare questi spazi che ora sono previsti dal codice della strada e che sono un riconoscimento del valore sociale della maternità e della paternità».
J.G.
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