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Centro, il prefetto Paolo D'Attilio firma lo stop ai cortei: «Manifestare resterà possibile»
La spiegazione del provvedimento: «Non impediremo un diritto sacrosanto, ma tuteleremo anche mobilità e lavoratori»
LIVORNO. «Non impediremo certo un diritto sacrosanto, ovvero quello di manifestare, dobbiamo solo limitare i cortei in alcune zone della città per tutelare anche i lavoratori e la mobilità. Ad esempio i titolari e i dipendenti dei negozi, che nel fine settimana ricevono il maggior numero di clienti». A parlare è il prefetto Paolo D’Attilio, che dopo aver deciso le limitazioni alle manifestazioni, ieri ha ufficialmente firmato il provvedimento già anticipato dal Tirreno, adottato sulla scia della direttiva della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, di «temporanea interdizione o limitazione allo svolgimento di manifestazioni in alcune zone della città».
«Fino al termine dello stato di emergenza pandemica – aveva infatti spiegato la prefettura – sono interdette le manifestazioni, sia in forma statica che dinamica, in piazza Grande nelle adiacenze del Duomo, in via Cairoli, in piazza Cavour, in via Ricasoli, in piazza Attias, in via Grande (fino a piazza Micheli), in viale Carducci, angolo viale Alfieri, in piazza Damiano Chiesa, nell'area della Sinagoga (piazza Benamozegh) e negli spazi adiacenti il Santuario della Madonna di Montenero. Inoltre, per garantire le attività lavorative e la mobilità di cittadini e studenti, «saranno consentite manifestazioni in forma statica, dal lunedì al venerdì, in tutte le aree urbane della città di Livorno con eccezione di quelle già citate, e, per piazza Micheli e piazza Garibaldi, nel caso in cui sia prevista una partecipazione superiore alle 200 persone».
Il provvedimento era operativo già da ieri mattina, da dopo la firma. In una giornata con ben due cortei, quello per dire basta al “Caro vita” da piazza Cavalotti a piazza Attias e l’altro, quello di ogni sabato, dei “No green pass”. «Non si sono verificati problemi – spiega D’Attilio al termine della giornata – e il corteo per il “No caro vita” ha lambito le zone colpite dal divieto, sciogliendosi in piazza Attias». Resterà naturalmente possibile organizzare cortei in tutte le altre zone di Livorno, ad esempio piazza XX o in tutte le altre strade non individuate dal prefetto, che ha deciso le aree da interdire dopo una riunione in prefettura del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, alla presenza del sindaco Luca Salvetti e delle forze dell’ordine.
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