Gioco
Al via due case nel segno dell’accoglienza
Il vescovo in tandem con il Comune offre un tetto a otto famiglie dell’emergenza abitativa e a 12 baby migranti
LIVORNO. Domani la Chiesa di papa Francesco dedica la propria attenzione agli ultimi con una “giornata” a livello internazionale. A Livorno il vescovo Simone Giusti coglie la palla al balzo per inaugurare due case di accoglienza che la diocesi mette a disposizione per fronteggiare una duplice emergenza: da un lato, l’edificio di via Bonaini che diventa un tetto per otto famiglie disagiate in attesa della casa popolare dopo esser state sfrattate o aver perso lavoro e reddito; dall’altro, il secondo piano dell’ex chiostro francescano di via delle Galere affidato al personale Caritas per accogliere fino a 12 ragazzi migranti non accompagnati in carico alle istituzioni sociali della città.
Ad accogliere gli invitati nel d-day del taglio del nastro i ragazzi inseriti nella coop sociale Thisintegra, ad aiutare i ragazzi a cucinare i pasti sarà un operatore Osa.
Nel doppio round il monsignore-architetto è accompagnato non solo dagli esponenti della Fondazione Caritas (a cominciare dal presidente don Luciano Cantini e dal direttore Guido Nicolais) e dai tecnici della curia (come il geometra Stefano Caturegli) ma anche dal sindaco Luca Salvetti e dall’assessore Andrea Raspanti, dal prefetto Paolo D’Attilio e dai vertici delle istituzioni militari.
Non è una presenza rituale, ripetono tutti: «È stato possibile dare questo tipo di risposte perché c’è stata collaborazione fra i differenti soggetti in campo, ciascuno per la sua parte». In campo anche il consorzio Coeso
L’ha detto il sindaco tagliando il nastro in via Bonaini, l’ha ribadito l’assessore illustrando il progetto del Comune per dare aiuto ai ragazzi stranieri. E l’ha sottolineato in modo particolare il prefetto: «Quando da altre città mi chiedono come facciamo noi qui a risolvere le situazioni più ingarbugliate rispondo che qui c’è un clima di forte collaborazione».
Sul fronte dell’emergenza abitativa la curia dà una mano al Comune offrendo accoglienza a dieci famiglie nella struttura di Torretta, due in un alloggio in affitto e ora altre otto in zona Magenta nella ex sede Oami.
Il nuovo centro di via delle Galere si affaccia sul chiostro interno dell’ex convento dei frati minori francescani acquisito dalla diocesi ai tempi di monsignor Alberto Ablondi e monsignor Vincenzo Savio.
Prima l’utilizzo come centro culturale, poi la sede per un gruppo di uffici della curia, adesso la nuova destinazione: «Stiamo aspettando gli ultimi permessi e siamo pronti per partire operativamente con l’accoglienza», afferma Nicolais. «È un segnale importante che segnala la capacità della città di dare risposte», dice Raspanti.
Don Cantini ricorda che «l’abbiamo chiamata “Casa Futuro”: ma – aggiunge – è un futuro che va costruito. Con il tatto e la delicatezza del caso».
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